Il ricordo di Enrica Bonaccorti tra le lacrime di Mara Venier e l'ultima intervista a Verissimo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il mondo della televisione italiana, e con esso quello di un pubblico affezionato che per decenni l'aveva avuta come punto di riferimento, ha salutato Enrica Bonaccorti, scomparsa giovedì 12 marzo all'età di 76 anni presso la clinica Ars Medica a Roma, nel quartiere di Ponte Milvio dove risiedeva, dopo una battaglia contro un tumore al pancreas protrattasi per diversi mesi. La conduttrice, autrice e attrice, che aveva scelto di condividere pubblicamente la diagnosi nel settembre del 2025, aveva affrontato il percorso di cure – un susseguirsi di chemioterapie e radioterapie – con una lucidità e una forza che traspare nitida dalle sue stesse parole, quelle rilasciate nelle ultime, preziose apparizioni televisive. L'ultimo saluto nella Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo, si è tenuto sabato 14 marzo, e ha visto la partecipazione di colleghe e amiche, ma è stato il piccolo schermo, la sua casa professionale per una vita, a farsi carico del commiato più intimo e corale.
Proprio in questi giorni, le reti generaliste stanno riproponendo frammenti di quelle ultime interviste, e tra tutte spicca quella che Enrica Bonaccorti concesse a Silvia Toffanin per Verissimo, lo scorso 25 gennaio. In quell'occasione, apparsa visibilmente provata ma mai arrendevole, la Bonaccorti aveva fatto il punto sulla malattia con una sincerità toccante e priva di autocommiserazione, rivelando che le cure non avevano sortito gli effetti sperati e che, anzi, aveva dovuto ricominciare con la chemioterapia. Fu in quel contesto, parlando del giorno del suo ultimo viaggio, che espresse un desiderio preciso e singolare, che oggi risuona come un testamento spirituale: “Al mio funerale non voglio fiori”, spiegò, motivando quella richiesta con una sensibilità quasi poetica che la contraddistingueva, “i fiori tagliati mi danno la sensazione della morte, non sono vivi, lasciateli al vento”.
Il dolore di Mara Venier e il rimpianto per un'amicizia ritrovata troppo tardi
Se a Verissimo si affida il compito di conservare la memoria delle sue ultime parole pubbliche, è a Domenica In che il cordoglio si fa personale, intimo, e si incarna nella figura di Mara Venier. La puntata del 15 marzo, quella successiva alla scomparsa, si è aperta proprio con il ricordo della conduttrice ligure, e la Venier, visibilmente provata, ha faticato sin da subito a trattenere le lacrime, tanto che la sua voce si è rotta più volte nel tentativo di raccontare un legame speciale, segnato da una lunga parentesi di lontananza. Fu un allontanamento, quello tra le due, che la padrona di casa di Domenica In definisce con amarezza “stupido” e causato, a suo dire, da pettegolezzi e parole messe in giro da terze persone, quelle che con un termine volgare ma efficace si definiscono “stronzate”. “Per colpa di qualche stronzo che avrà detto una cosa a me e una cosa a lei, abbiamo perso così tanto tempo”, ha scandito la Venier in diretta, con il rimpianto di chi sa di non poter più recuperare quel tempo perduto.
E invece, un recupero c'era stato, ed era stato intenso, proprio negli ultimi mesi di vita della Bonaccorti. La stessa Mara Venier ha voluto condividere con il pubblico i dettagli di questa ritrovata intimità, raccontando di come le due si frequentassero assiduamente, passando pomeriggi interi a casa, parlando, progettando. “Avevamo fatto tanti progetti insieme, avevamo ancora tanto da fare, e questo è quello che mi fa più male”, ha confidato la conduttrice veneziana, ricordando con una punta di commozione anche l'ultimo Natale passato in compagnia, con la figlia di Enrica, Verdiana, e un nipote. In quel clima di festa e di riconciliazione, l'idea di un futuro prossimo all'insegna della vicinanza sembrava concretizzarsi, tanto che la Venier stava cercando una casa proprio nei pressi di quella dell'amica, e la Bonaccorti ne era felice: “Ti rendi conto Mara? Siamo a cinque minuti, staremo sempre insieme”, le diceva.
La festa e la consapevolezza di un addio imminente
Tra gli aneddoti più struggenti riaffiorati durante il ricordo in studio, ce n'è uno che risale a una grande festa di compleanno organizzata da Enrica Bonaccorti, un evento con oltre trecento invitati, musica e balli. Durante quella serata, però, la conduttrice non si era sentita bene, e Mara Venier l'aveva accompagnata in camera da letto, allontanandosi poi per zittire gli invitati che facevano troppo rumore. Quando tornò dall'amica, le chiese il motivo di una festa così imponente, e la risposta che ricevette fu di quelle che gelano il sangue, per la lucidità con cui fotografavano la realtà: “Ho voluto tutto io. Quest'anno ci sono, l'anno prossimo non lo so”. Una consapevolezza, quella della propria finitudine, che la Bonaccorti non aveva mai voluto nascondere, e che anzi affrontava con il piglio di chi, come ricordato dall'amico Valerio Rossi Albertini presente in studio con la Venier, era “lucida in maniera spietata” e sapeva esattamente a cosa stesse andando incontro.
Lo stesso Rossi Albertini, fisico e amico stretto, ha voluto restituire al pubblico un'immagine della Bonaccorti lontana dai cliché della malata, sottolineando come, fino alla fine, fosse lei a preoccuparsi dello stato d'animo di chi le stava intorno, chiedendo come stessero loro, in un estremo slancio di generosità. “Si sentiva accudita e accompagnata, e questo raddolciva il suo sguardo”, ha raccontato, aggiungendo che il ricordo più bello che conserverà è che lei se n'è andata sapendo che i suoi cari stavano bene. La stessa Mara Venier, nel concludere il suo lungo e sofferto ricordo, ha citato un'ultima frase della Bonaccorti: “Ho avuto una vita bellissima, piena di alti e bassi, con tante delusioni, ma bellissima”. Un'eredità di parole, più che di beni materiali, che la conduttrice savonese lascia a chi l'ha amata e seguita, dentro e fuori dallo schermo.




