Il ricordo di Enrica Bonaccorti a Verissimo e Domenica In, tra lacrime e vecchie inchieste giudiziarie

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La memoria televisiva, si sa, è spesso un esercizio di stile che oscilla tra la celebrazione doverosa e la rielaborazione del lutto in diretta, e il caso di Enrica Bonaccorti, scomparsa pochi giorni fa all’età di settantasei anni, ne è l’ennesima, emblematica conferma. Da un lato il salotto di Verissimo, che per l’occasione ha riesumato le immagini dell’ultima intervista rilasciata dalla conduttrice e autrice lo scorso 25 gennaio a Silvia Toffanin, un frammento di video nel quale Bonaccorti, con quella sua proverbiale lucidità, affrontava il discorso della malattia e di un funerale che lei stessa voleva privo di fiori recisi, “perché danno l’idea di qualcosa di già morto”. Dall’altro lato, l’abbraccio plateale di Domenica In, dove Mara Venier, visibilmente scossa, ha voluto condividere il peso di un’amicizia lunga una vita ma interrotta da incomprensioni che definisce, senza troppi giri di parole, opera di “qualche stronzo”.

La conduttrice, nel corso della puntata del 15 marzo, ha faticato a trattenere le lacrime, specialmente quando Alberto Matano, accanto a lei, ha sottolineato la grandezza di certi gesti riparatori; gesti che, nel caso specifico, hanno permesso a Venier e Bonaccorti di ritrovarsi dopo anni di allontanamento, riscoprendo una complicità che sembrava perduta per sempre. Il rammarico di Mara, ed è questo il passaggio che più ha colpito il pubblico in studio e a casa, risiede proprio nella consapevolezza del tempo dissipato: “Avevamo ancora tanto da fare insieme”, ha sussurrato tra i singhiozzi, riferendosi ai progetti e ai pomeriggi passati in compagnia dopo il riavvicinamento, una riappacificazione che, per sua stessa ammissione, è arrivata in extremis, quando la malattia della collega era già in uno stadio avanzato.

Accanto a lei, a rendere la testimonianza ancora più densa di pathos, c’era il fisico Valerio Rossi Albertini, che di Enrica Bonaccorti era diventato confidente e sostegno quotidiano; è stato lui a rivelare un retroscena toccante relativo all’ultimo compleanno della donna, quella festa con oltre trecento persone organizzata a novembre, durante la quale Bonaccorti, allontanatosi per un malore, confidò all’amica il motivo di tanta euforia: “Quest’anno ci sono, l’anno prossimo non lo so”. Parole che oggi, a distanza di pochi mesi, assumono il sapore di un testamento spirituale, di una consapevolezza serena ma inesorabile del proprio destino, quella stessa serenità con cui, stando sempre al racconto di Rossi Albertini, avrebbe affrontato le ultime fasi della malattia, rassicurando chi le stava intorno e dimostrando, fino alla fine, una forza d’animo fuori dal comune.

Il caso Caliendo e le rivelazioni in aula: “Domenico è morto per un trapianto sbagliato”

Se il mondo dello spettacolo si stringe attorno alla memoria delle sue figure più care, la cronaca giudiziaria continua a fare i conti con vicende ben più drammatiche e terrene, come quella che vede al centro la famiglia di Domenico Caliendo, il bambino di due anni deceduto dopo un trapianto di cuore finito male all’ospedale Monaldi di Napoli. L’avvocato Francesco Petruzzi, legale della madre Patrizia Mercolino, non usa mezzi termini nel ribadire la propria linea difensiva: “Domenico è morto per un trapianto sbagliato”, ha dichiarato, ripercorrendo le tappe di un’inchiesta che vede al momento sette indagati per omicidio colposo. La Procura, guidata dal pm Giuseppe Tittaferrante, sta cercando di fare luce su una catena di errori che avrebbero portato all’impianto di un organo danneggiato dal ghiaccio secco durante il trasporto da Bolzano, un dettaglio emerso progressivamente e che getta ombre pesanti sulla catena di responsabilità.

Patrizia Mercolino, intervistata a Verissimo nei giorni scorsi accanto al suo avvocato, ha raccontato la propria versione dei fatti con una compostezza che lascia spazio, inevitabilmente, a una rabbia sorda e trattenuta: “Avevamo una brutta sensazione il giorno dell’intervento”, ha spiegato, riferendosi al 23 dicembre, quando il piccolo venne sottoposto all’operazione. La donna ha ribadito come, a suo avviso, Domenico non necessitasse di un trapianto così urgente, essendo la sua patologia cardiaca stabilmente monitorata, e come quel senso di inquietudine, quella “brutta sensazione” appunto, l’abbia accompagnata per tutto il tempo, senza però riuscire a fermare una macchina che ormai era in moto. L’avvocato Petruzzi, nel frattempo, ha depositato in Procura una registrazione audio, effettuata dalla stessa Mercolino, nella quale si sentirebbe il medico Guido Oppido, il cardiochirurgo che eseguì l’intervento e oggi indagato, ammettere di aver agito “per disperazione” e di aver cercato, in qualche modo, di “occultare i propri errori”.

Quell’audio, secondo la difesa, rappresenterebbe un elemento cruciale perché dimostrerebbe uno stato d’animo e una consapevolezza del professionista antecedenti all’esito infausto dell’operazione; Oppido, nel corso della conversazione con la madre, avrebbe giustificato le sue scelte con la volontà di non lasciare intentata alcuna strada, ma le parole utilizzate, specie quel “l’ho fatto solo per disperazione”, suonano agli inquirenti come una potenziale ammissione di leggerezza nell’affrontare un caso così delicato. La signora Patrizia, che nel frattempo ha costituito una fondazione in memoria del figlio, chiede ora che venga riconosciuta la volontarietà del gesto, spingendo perché l’accusa possa essere aggravata e trasformata in omicidio volontario, una battaglia legale che si annuncia lunga e complessa, ma che lei, assistita dal suo legale, sembra determinata a portare avanti fino in fondo.

Amori, carriere e reunion: gli altri volti di Verissimo tra gossip e nostalgia

Nel frattempo, il salotto di Canale 5 continua a mescolare le carte tra intrattenimento puro e aggiornamenti sulle vicende personali dei suoi ospiti fissi, come nel caso di Antonella Elia, tornata a parlare del suo addio a Pietro Delle Piane, una separazione della quale, a suo dire, si è discusso fin troppo, ma che evidentemente merita un ulteriore aggiornamento in televisione. La Elia, che proprio con Delle Piane aveva condiviso l’esperienza al Grande Fratello Vip, ha confermato la fine della relazione, buttandosi a capofitto nel lavoro e nei progetti futuri, senza però lesinare dettagli sui motivi della rottura, legati, stando alle sue parole, a una diversa visione della vita e della quotidianità. Accanto a lei, sfilano come sempre volti noti e storie da raccontare: Francesco Renga, ad esempio, ha ripercorso le sue lunghe storie d’amore, da Ambra Angiolini a Diana, senza tralasciare l’affetto smisurato per la figlia Jolanda, mentre Elettra Lamborghini si è lasciata andare a dichiarazioni d’amore per il marito, mostrando un lato inedito del suo carattere, fatto di tenerezza e legami familiari solidi, in particolare con la madre e le sorelle.

Non è mancata, ovviamente, una puntuale incursione nel mondo dei conduttori storici: Cesara Buonamici, storica inviata e volto del Tg5, ha parlato del suo rapporto con Ilary Blasi, svelando qualche retroscena sul loro modo di lavorare insieme e sulla stima reciproca, mentre la stessa Blasi, ormai lontana dalle cronache del gossip che l’hanno vista protagonista per anni, ha preferito concentrarsi sulla sua nuova vita da mamma e sulle sfide professionali che l’attendono. Un carosello di interviste, insomma, che tiene banco per l’intera durata della puntata, intervallato dai ricordi più sentiti, come quello per Enrica Bonaccorti, e dalle notizie di cronaca, come il dramma della famiglia Caliendo, a dimostrazione di come la televisione contemporanea cerchi di tenere insieme, con risultati a volte discontinui, la leggerezza del gossip e la pesantezza della realtà.

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