Domenica In, la puntata del 15 marzo tra il ricordo commosso di Enrica Bonaccorti e la musica di Cocciante
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Redazione Cultura e Spettacolo
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L’appuntamento pomeridiano del sabato di solito non prevede la messa in onda, ma è di domenica che il salotto di Rai 1 torna ad animarsi, e quella del 15 marzo è una puntata che porta con sé il peso di un’assenza e la necessità di celebrare una carriera, quella di Enrica Bonaccorti, spezzatasi giovedì scorso all’età di settantasei anni. Mara Venier, al timone della trasmissione, apre le danze con la voce rotta dall’emozione, affiancata da Alberto Matano e dal fisico Valerio Rossi Albertini, due figure che alla Bonaccorti sono state legate da un rapporto profondo e quotidiano, specialmente negli ultimi mesi.
La conduttrice, che con Enrica condivideva un'amicizia nata quando erano entrambe ragazze, non nasconde il dolore per un tempo che sente di aver sprecato, e lo dice con parole nette, senza giri di sorta: "ci eravamo allontanate per colpa di qualche stronzo", una frase, quella pronunciata dalla Venier, che suona come un mea culpa collettivo, un monito a non lasciare che incomprensioni o voci di corridoio possano erodere legami autentici. Racconta, Mara, di un Natale passato insieme, di cene e di progetti comuni, di una quotidianità ritrovata che faceva sembrare quel periodo, nonostante la malattia, quasi un dono inaspettato. E proprio in questo clima di intimità televisiva, emerge il racconto dell’ultimo compleanno di Enrica, una festa con trecento persone, musica alta e tanto ballo, quasi un estremo, consapevole abbraccio alla vita.
La testimonianza di Rossi Albertini e le ultime parole dell’artista
A dare sostanza al ricordo, a trasformare l’omaggio in qualcosa di più tangibile, ci pensa Valerio Rossi Albertini, che della Bonaccorti è stato vicino di casa e confidente, un amico che l’ha accompagnata nelle difficoltà degli ultimi tempi. Lo scienziato, con una pacatezza che contrasta con la commozione evidente della Venier, tratteggia il profilo di una donna che, nonostante la consapevolezza della fine imminente – quella lucidità "spietata" con cui guardava al suo destino –, non aveva perso la capacità di preoccuparsi per gli altri. Rievoca i funerali, svoltisi il giorno prima, descrivendo la folla di "gente comune" che si stringeva attorno al feretro, a dimostrazione di un affetto popolare che andava oltre i riflettori. E poi rivela le sue ultime parole, quasi un testamento spirituale: "Ho avuto una vita bellissima, fatta di alti e bassi, con tante delusioni, ma bellissima". Una frase che restituisce l’immagine di una donna intera, che non rifuggiva le difficoltà ma che sapeva, al contempo, abbracciare la bellezza dell’esistenza.
Matano, l’amicizia con Bonaccorti e il mistero della biografia incompiuta
Alberto Matano, dal canto suo, porta in studio il ricordo di una professionalità incontrata sul set de La vita in diretta, dove Bonaccorti era diventata una presenza fissa e amata. Ne parla come di una persona magnetica, capace di stupirlo per la stima che nutriva nei suoi confronti, al punto da dedicargli una copia del suo libro Nove novelle senza lieto fine con una scritta che suonava come "l’amico che non sapevo di avere". Un rapporto, quello tra Matano e la conduttrice scomparsa, fatto di messaggi e di telefonate, che si era infittito con il passare del tempo. Ma non solo affetti: nel corso della puntata emerge anche il progetto, a lei carissimo, di una biografia che stava scrivendo, un'opera arrivata a coprire gli anni fino al 1991-1992 e della quale, al momento, non si conosce il destino. Sarà la figlia Verdiana, che le è stata accanto fino all'ultimo con una forza quasi simbiotica, a decidere se e come portare avanti quel lavoro, un'eredità complessa che va oltre le semplici memorie televisive.
Musica, cinema e attualità: Cocciante, Gassmann e gli altri ospiti della domenica
Superata la prima, sa parte dedicata alla memoria, la puntata scorre poi sui binari consueti del varietà domenicale, pur mantenendo un tono più raccolto. Ampio spazio viene riservato alla musica d’autore con Riccardo Cocciante, che ripercorre le tappe salienti della sua carriera per poi sedersi al pianoforte e regalare al pubblico un’anticipazione del suo nuovo album di inediti, Ho vent’anni con te, brano che dà il Titolo al disco e che esegue dal vivo in studio. E poi il cinema, con Virginia Raffaele, reduce dal successo di Un bel giorno diretto da Fabio De Luigi, che racconta il set e, tra una risata e l’altra, è protagonista anche di un piccolo siparietto con la Venier, quando una suoneria di telefono durante la proiezione del trailer genera un momento di ilarità. Completano il quadro degli ospiti Leo Gassmann, che ripropone il suo Naturale dopo l’esperienza sanremese, e Peppe Iodice, mentre lo spazio di attualità curato con Tommaso Cerno offre lo spunto per commentare i fatti salienti della settimana.




