Femminicidio a Rufina: il dramma di Eleonora Guidi e il figlio affidato alla nonna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   “Siamo una famiglia distrutta, mai avremmo potuto immaginare una tragedia simile.” Con queste parole i parenti di Eleonora Guidi, la 35enne uccisa dal compagno Lorenzo Innocenti a Rufina, in provincia di Firenze, cercano di dare un senso a un dolore che sembra non avere spiegazione. L’uomo, un architetto del paese, ha compiuto l’omicidio davanti al loro figlio di appena due anni, per poi tentare il suicidio lanciandosi dal balcone. Ora è ricoverato in ospedale in gravi condizioni, in coma farmacologico, dopo essere stato operato alla testa. Il bambino, testimone inconsapevole della violenza, è stato affidato alla nonna materna, mentre la comunità di Rufina cerca di comprendere cosa abbia portato a un gesto così estremo.

Lorenzo Innocenti, 37 anni, non sembrava più lo stesso negli ultimi giorni. Secondo quanto riportato dai suoi genitori agli inquirenti, l’uomo appariva confuso, disorientato, con vuoti di memoria e comportamenti strani. “Era come se non fosse più lui”, ha raccontato un familiare a Repubblica, descrivendo una situazione che lasciava presagire un disagio profondo, forse legato a patologie mai emerse. La dieta rigida che stava seguendo e i repentini cambiamenti nel suo carattere avevano già allarmato chi gli stava vicino, ma nessuno avrebbe mai immaginato che potesse sfociare in una tragedia del genere.

Eleonora Guidi, 34 anni, è stata uccisa con sette coltellate alle spalle nella loro abitazione di via Pavese, dove vivevano insieme al figlio. Un gesto brutale, compiuto davanti agli occhi del bambino, che ha lasciato un segno indelebile non solo nella famiglia, ma anche nell’intera comunità di Rufina. L’uomo, dopo aver colpito la compagna, si è lanciato dal secondo piano nel disperato tentativo di togliersi la vita. Ora, mentre i medici lottano per tenerlo in vita, gli inquirenti cercano di ricostruire i fatti, interrogando familiari e amici per capire cosa abbia scatenato tanta violenza.

Il figlio della coppia, un bambino di un anno e mezzo, è stato affidato alla nonna materna, che si sta occupando di lui in questi giorni drammatici. La famiglia di Eleonora, oltre al dolore per la perdita, deve fare i conti con l’incertezza sul futuro del piccolo, che ha vissuto un trauma difficile da elaborare. Intanto, i parenti di Lorenzo continuano a ripetere che “non era più lui”, sottolineando come l’uomo avesse mostrato segni di smarrimento già da tempo. Restano però molte domande senza risposta, mentre la vicenda giudiziaria si complica a causa delle condizioni critiche dell’assassino, che potrebbe non risvegliarsi mai dal coma.

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