Femminicidio a Rufina: Lorenzo Innocenti uccide la compagna Eleonora Guidi davanti al figlio di due anni
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Redazione Interno
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Nelle prime ore dell’8 febbraio, a Rufina, piccolo comune della Val di Sieve a pochi chilometri da Firenze, si è consumata una tragedia che ha sconvolto l’intera comunità. Eleonora Guidi, 34 anni, è stata uccisa a coltellate dal compagno, Lorenzo Innocenti, 36 anni, architetto di professione, che poco dopo si è lanciato dal secondo piano della loro abitazione in via Cesare Pavese 7, tentando il suicidio. L’uomo, trovato in gravi condizioni dai soccorritori, è stato trasportato d’urgenza in ospedale, dove rimane in prognosi riservata.
La dinamica dei fatti, ricostruita attraverso le prime indagini dei carabinieri e i rilievi della scientifica, lascia pochi dubbi: Innocenti ha aggredito la compagna con un coltello, uccidendola, mentre nella casa era presente anche il loro figlio di appena due anni. A dare l’allarme sono stati i vicini, che hanno sentito il rumore del corpo dell’uomo precipitare al suolo. I soccorsi, arrivati intorno alle 7 del mattino, non hanno potuto fare nulla per salvare Eleonora, già priva di vita.
La coppia, che da anni viveva insieme a Rufina, appariva agli occhi di chi li conosceva come una famiglia serena e ben inserita nel tessuto sociale del paese. Lorenzo, descritto come una persona riservata e di carattere calmo, era un architetto stimato, spesso chiamato dai compaesani per lavori di ristrutturazione. Nessuno, tra amici e conoscenti, aveva mai notato segnali di tensione o di disagio nella relazione. «Li vedevamo sempre tranquilli, mai una lite», hanno raccontato alcuni abitanti del paese, ancora increduli di fronte a quanto accaduto.
La sorella di Eleonora, Elisabetta Guidi, ha preferito non rilasciare dichiarazioni, chiudendosi in un dolore che non trova parole. «Non riesco a parlare», ha detto, rifiutando ogni contatto con i media. Intanto, sui social network, la rabbia e lo sdegno per il gesto di Innocenti hanno trovato spazio in modo immediato e senza filtri, con commenti che hanno travalicato i confini del piccolo paese per diffondersi in rete.
Il femminicidio di Eleonora Guidi si inserisce in una lunga scia di violenze domestiche che, nonostante le campagne di sensibilizzazione e le misure legislative, continuano a mietere vittime. La presenza del figlio di due anni durante l’aggressione aggiunge un ulteriore elemento di drammaticità a una vicenda che lascia cicatrici profonde non solo nella famiglia, ma anche nella comunità locale.




