Attentato a Ranucci, nuovi sospetti su Lavitola dopo il sopralluogo
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Redazione Interno
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L’attentato a Ranucci torna al centro delle indagini con nuovi elementi che coinvolgerebbero Valter Lavitola, indicato dalla Procura di Roma come possibile mandante dell’intimidazione contro il conduttore di Report. Secondo gli inquirenti, un sopralluogo sospetto effettuato sotto l’abitazione del giornalista a Pomezia un mese prima dell’esplosione potrebbe essere collegato alla vicenda. L’attentato era avvenuto nell’ottobre dell’anno scorso davanti alla villetta dove Sigfrido Ranucci vive con la propria famiglia, con una bomba che aveva provocato un’esplosione all’esterno dell’abitazione.
Gli sviluppi dell’inchiesta ruotano attorno al ruolo attribuito a Lavitola nel procedimento aperto dalla Procura di Roma. L’imprenditore, già condannato in passato e noto alle cronache per precedenti giudiziari, è stato indicato dagli investigatori come possibile responsabile dell’organizzazione dell’azione dinamitarda, mentre resta ancora da chiarire il movente dell’attentato. Le indagini proseguono per ricostruire tutti gli elementi della vicenda e stabilire eventuali responsabilità nell’episodio che ha coinvolto il giornalista di Report.
Le nuove ipotesi della Procura sull’attentato a Ranucci
Secondo quanto emerso dall’inchiesta, prima del posizionamento dell’esplosivo sarebbero stati effettuati alcuni sopralluoghi nei pressi dell’abitazione di Sigfrido Ranucci. Per queste verifiche, i cinque presunti esecutori dell’attentato avrebbero utilizzato una Renault Megan abitualmente impiegata da un dipendente di Valter Lavitola e dalla sua compagna. Tra gli elementi raccolti dagli investigatori ci sarebbe anche un sopralluogo che Lavitola avrebbe effettuato personalmente il 15 settembre, circa un mese prima della deflagrazione avvenuta davanti alla casa del giornalista.
Il coinvolgimento ipotizzato dagli inquirenti ha portato Lavitola a essere convocato dalla Procura di Roma per un interrogatorio nell’ambito del procedimento sull’attentato a Ranucci. L’imprenditore, secondo quanto riportato, avrebbe scelto di non rilasciare dichiarazioni, affermando di voler parlare quando sarà fuori dal carcere. La posizione dell’indagato resta quindi al centro dell’attività investigativa, mentre gli accertamenti continuano per verificare il collegamento tra i sopralluoghi, gli esecutori materiali e l’eventuale mandante.
Le parole di Sigfrido Ranucci dopo il coinvolgimento di Lavitola
Sigfrido Ranucci ha dichiarato di essere rimasto incredulo davanti all’ipotesi investigativa che lega Lavitola all’attentato. Il conduttore di Report ha spiegato di considerare Valter Lavitola un amico e di voler attendere la verifica delle prove prima di esprimere valutazioni sulla vicenda. Secondo Ranucci, non sarebbe possibile immaginare che una persona a lui vicina possa aver voluto fare del male a lui e alla sua famiglia.
Nel corso delle dichiarazioni riportate, Ranucci ha anche sottolineato che l’esplosione sotto casa non era un episodio privo di conseguenze, perché la bomba avrebbe potuto provocare danni molto gravi. L’inchiesta continua ora a concentrarsi sulla ricostruzione dell’attentato, sul possibile movente e sui rapporti tra le persone coinvolte, mentre la Procura di Roma porta avanti gli accertamenti sul ruolo attribuito a Lavitola.




