Borse europee in positivo nonostante i venti di crisi, Milano tiene nonostante Stm
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Redazione Economia
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Le Borse europee, in una giornata caratterizzata da segnali contrastanti, hanno mantenuto un andamento positivo, muovendosi con cautela ma senza particolari scossoni. Gli investitori, mentre analizzano i primi bilanci trimestrali delle società, hanno dovuto fare i conti con due fronti caldi: le nuove sanzioni statunitensi alla Russia, che hanno impresso un vigoroso balzo alle quotazioni del petrolio, e le rinnovate tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Proprio queste ultime, secondo indiscrezioni di agenzia, potrebbero presto intensificarsi, con Washington che valuterebbe misure restrittive sulle esportazioni di software verso Pechino, la quale, dal canto suo, avrebbe già interrotto gli acquisti di greggio da Mosca, unendosi all'India che pare intenzionata a ridurre massicciamente le importazioni.
Il quadro delle piazze finanziarie
A metà seduta, il panorama dei listini del Vecchio Continente appariva sostanzialmente stabile, con Londra che si confermava tra i migliori, facendo registrare un rialzo di circa lo 0,40%, seguita da Parisi, ferma su un positivo 0,32%. Un'eccezione in negativo è emersa da Francoforte, dove il Dax ha invertito la rotta iniziale scendendo dello 0,30%. Milano, nonostante tutto, è rimasta saldamente in territorio rialzista, confermando il buon avvio di giornata con un progresso dello 0,35%, un risultato che la colloca tra le piazze più performanti della giornata, sebbene superata dalla borsa britannica.
L'ombra di Stmicroelectronics sul listino italiano
Il Ftse Mib di Piazza Affari, pur beneficiando di un diffuso ottimismo che ha spinto molti titoli all'acquisto, ha visto il suo potenziale di crescita limitato dal pesante calo di Stmicroelectronics. Il titolo, nel giorno in cui ha reso noti i conti trimestrali, ha subito un vero e proprio tracollo, posizionandosi come la peggiore performance del paniere principale. Questo crollo, che ha fatto segnare una variazione negativa di circa lo 0,2%, ha agito da zavorra, impedendo al listino milanese di esprimere appieno il suo slancio positivo e di raggiungere performance ancora più lusinghiere.
I movimenti sui mercati valutari e delle materie prime
Sul fronte valutario, il dollaro ha mostrato un certo indebolimento rispetto alle principali divise, con l'euro che si è attestato a 1,1591 e la sterlina britannica a 1,3343. La vera protagonista della giornata, tuttavia, è stata senza dubbio la materia prima energetica per eccellenza: il petrolio. Le nuove sanzioni statunitensi, che colpiscono in modo mirato le compagnie petrolifere russe, hanno innescato una reazione a catena, spingendo il greggio a guadagnare una manciata di punti percentuali e confermando la volatilità di un mercato estremamente sensibile alle dinamiche geopolitiche.




