Giorgio Pietrangeli, figlio della leggenda del tennis Nicola, è morto a 59 anni
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Redazione Sport
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La notizia, comunicata ieri mattina al Gemelli, dove Nicola Pietrangeli è ricoverato da giorni per accertamenti, ha scosso il mondo dello sport. Giorgio, che aveva seguito un percorso diverso da quello del padre – campione di surf anziché di tennis – se n’è andato a 59 anni dopo una lunga battaglia contro un male incurabile. La Fitp, federazione di cui il padre è uno dei simboli storici, ha diffuso la notizia con un messaggio carico di affetto, ricordando il legame indissolubile tra i Pietrangeli e lo sport italiano.
Era stato Giorgio Meneschincheri, ex atleta e oggi organizzatore di eventi tennistici, a portare la ferale comunicazione al "grande Nick", come viene chiamato Pietrangeli nell’ambiente. L’uomo, 91 anni, icona degli Internazionali d’Italia – che gli hanno intitolato il secondo campo del Foro Italico – ha reagito con poche parole: «Ha lottato fino alla fine». Un dolore privato, ma che travalica i confini familiari, perché la storia di Nicola e Giorgio è da sempre intrecciata a quella del tennis e del surf in Italia.
Nato in una famiglia dove lo sport era quasi un destino, Giorgio Pietrangeli aveva scelto le onde invece della terra battuta, diventando uno dei pionieri del surf italiano negli anni Ottanta. La sua carriera raggiunse l’apice nel 1998, quando rappresentò l’Italia ai Mondiali di Portorico, un traguardo significativo per un atleta che aveva contribuito a far conoscere questa disciplina nel nostro Paese. La malattia, scoperta dopo una banale caduta in bicicletta, lo aveva costretto a rallentare, ma non a spegnere la passione per il mare e per l’adrenalina delle competizioni.




