Quesada deluso ma non arrabbiato: "Sudafrica di un altro livello, noi indietro"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Port Elizabeth ha regalato all’Italia del rugby una lezione dura, impietosa, che non ammette repliche. Il 45-0 subito contro il Sudafrica, campione del mondo in carica, chiude con un bilancio amaro il Summer Tour 2025 degli Azzurri, già sconfitti 42-24 a Pretoria una settimana prima. Una differenza abissale, emersa sin dal primo tempo, quando gli Springboks – nonostante l’espulsione definitiva di Wiese per un colpo alla testa su Fischetti – hanno chiuso sul 24-0, segnando sette mete complessive.

Gonzalo Quesada, in conferenza stampa, ha evitato toni accesi ma non ha nascosto la frustrazione. “Sapevamo che avremmo affrontato una squadra in grado di dominarci, ma non mi aspettavo un risultato così netto”, ha ammesso il ct, sottolineando come l’Italia abbia “subito la loro fisicità e pressione senza riuscire a controllare il gioco”. La superiorità numerica, ottenuta già al 22’ del primo tempo, non è servita a ribaltare le sorti della partita: “I ragazzi hanno fatto quel che potevano, ma il Sudafrica era semplicemente su un altro piano”.

Quella di Port Elizabeth doveva essere la prova del nove dopo la vittoria sulla Namibia e la reazione nella ripresa di Pretoria. Invece, il punteggio senza appello ha evidenziato limiti già noti: difesa fragile, attacco inefficace, troppi errori sotto pressione. “Oggi ha vinto la squadra più forte”, ha aggiunto Quesada, evitando alibi ma lasciando trapelare un velo di amarezza per il mancato rispetto di certi valori sportivi, senza però scendere in dettagli.

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