Zapatero, indagate anche le figlie: il caso Plus Ultra travolge la famiglia e la sinistra spagnola
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Si amplia l'inchiesta giudiziaria sul cosiddetto caso Plus Ultra, relativa al salvataggio pubblico da 53 milioni di euro concesso durante la pandemia alla compagnia aerea spagnola. Il giudice dell'Audiencia Nacional José Luis Calama ha disposto l'iscrizione nel registro degli indagati di Alba e Laura Rodríguez Espinosa, figlie dell'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero, e della sua storica segretaria Gertrudis Alcazar.
La decisione, giunta a stretto giro dalla deposizione dell'ex capo del governo socialista avvenuta presso il tribunale di Madrid, allarga il perimetro di un'indagine che già gravava pesantemente sulla figura di Zapatero, accusato, tra le altre cose, di traffico di influenze e riciclaggio di denaro.
Il ruolo di Whathefav e le accuse alla segreteria
Il coinvolgimento delle due giovani donne, rispettivamente di 33 e 31 anni, è legato alla loro posizione di amministratrici della società Whathefav, finita nel mirino degli inquirenti che ne ipotizzano un utilizzo come strumento per canalizzare, occultare o facilitare operazioni finanziarie ritenute illecite nell'ambito del sistema corruttivo oggetto del procedimento.
Secondo il provvedimento del giudice Calama, la società avrebbe avuto un ruolo determinante nel gestire presunti flussi di denaro, circostanza che colloca di diritto le sue legali rappresentanti nel cerchio delle persone potenzialmente coinvolte dall'accusa.
Per quanto riguarda la segretaria, Gertrudis Alcázar, invece, la sua posizione si aggrava sulla base dei rapporti della Udef che le attribuiscono un ruolo operativo essenziale all'interno di una rete organizzata per l'esercizio illecito di influenze, posizionandola come un anello di congiunzione fondamentale tra l'ex premier e gli altri soggetti coinvolti.
Le risposte di Zapatero e le intercettazioni
Nella sua deposizione, Zapatero ha respinto ogni addebito, sostenendo che la società delle figlie svolgesse attività lecita di consulenza e pianificazione comunicativa, ma questa versione è stata messa in forte dubbio dalla Procura Anticorruzione, che vede nella Whathefav un semplice veicolo per trasferire denaro all'ex leader socialista, ipotesi rafforzata dal ritrovamento di fatture generiche prive di dettagli sui servizi realmente prestati.
Le intercettazioni telefoniche acquisite agli atti, inoltre, hanno già rivelato scambi di messaggi in cui la segretaria si consultava con un altro indagato per decidere come suddividere le fatture emesse dalla società, un dettaglio che alimenta il sospetto di una contabilità fittizia finalizzata a coprire i reali movimenti di denaro.
Lo scandalo, che ha già inferto un duro colpo all'immagine del partito socialista, si arricchisce dunque di un nuovo capitolo giudiziario che coinvolge direttamente i familiari dell'ex presidente, mentre il fronte delle indagini si allarga includendo anche il ritrovamento di un ingente patrimonio in gioielli del valore di oltre un milione di euro mai dichiarato, per il quale Zapatero dovrà rispondere di ulteriori accuse fiscali e di contrabbando.
Le ricadute politiche in Spagna
Mentre la magistratura procede con le sue verifiche e il giudice Calama dispone la convocazione delle nuove indagate per garantire loro i diritti processuali, le ripercussioni politiche si fanno sentire, mettendo a soqquadro il governo socialista di Pedro Sánchez e gettando un'ombra lunga sulla gestione dei fondi pubblici durante la crisi pandemica.
La vicenda, che rappresenta la prima volta nella storia democratica spagnola che un ex presidente del governo viene chiamato a testimoniare in qualità di indagato, continua a tenere banco con sviluppi che promettono di tenere viva l'attenzione mediatica e giudiziaria nei prossimi mesi.




