Il maltempo in Puglia, l’allerta arancione e la piena del Fortore: strade chiuse e stop ai treni nel Foggiano
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Redazione Interno
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Le ore di temporali incessanti, quelli che da ieri si sono abbattuti con particolare violenza sui settori orientali della Puglia settentrionale, hanno lasciato il segno sul territorio, trasformando in fiumi d’acqua quelle che fino a pochi giorni fa erano semplici carreggiate e solchi arati. La Protezione civile regionale, sulla base delle previsioni aggiornate, ha esteso l’allerta arancione per rischio idrogeologico sull’intera regione per trenta ore consecutive, a partire dalle quattordici di oggi, primo aprile, e in questo quadro di criticità diffusa si è inserita l’esondazione del Fortore nell’area foggiana, un evento che ha determinato la chiusura di numerose arterie stradali e l’interruzione temporanea del servizio ferroviario su alcune tratte.
Se nel Subappennino Dauno, dove il livello di attenzione era già stato innalzato al massimo, la situazione era monitorata con preoccupazione sin dalle prime luci dell’alba, è stata però l’area del Basso Fortore a registrare gli effetti più immediati e visibili dell’accumulo idrico. Il fiume, alimentato dalle copiose precipitazioni che hanno interessato il suo bacino, ha superato la soglia di guardia, allagando le zone golenali e lambendo i tratti stradali che costeggiano il suo corso. Le autorità locali, in coordinamento con i tecnici della Protezione civile, hanno disposto la chiusura preventiva di alcune strade provinciali per evitare che automobilisti incauti potessero rimanere intrappolati in quella che, di fatto, è diventata una trappola d’acqua.
Il bollettino ufficiale, trasmesso dalla Prefettura di Bari e aggiornato nella tarda mattinata, parla chiaro: per oggi e domani l’allerta rossa per criticità idraulica insiste sulle aree B e I, ovvero Tavoliere e bassi bacini del Candelaro, Cervaro e Carapelle da un lato e il Basso Fortore dall’altro. A queste si aggiunge l’allerta rossa per rischio idrogeologico nell’area H, quella del Subappennino Dauno, dove i versanti collinari, resi instabili dalla saturazione dei terreni, rappresentano un rischio concreto per frane e smottamenti. Nel resto della regione, invece, vige l’allerta arancione, con la sola eccezione del rischio vento, per il quale rimane attiva una allerta di livello giallo per le prossime ventiquattro ore.
Sul fronte dei trasporti, i disagi si sono concentrati prevalentemente nel comparto ferroviario, dove alcune linee locali hanno dovuto sospendere la circolazione a causa dell’allagamento dei binari o della presenza di alberi caduti lungo la massicciata. I treni regionali, quelli che solitamente collegano i piccoli centri del Foggiano ai nodi principali, hanno subito rallentamenti e cancellazioni, costringendo i pendolari a cercare soluzioni alternative spesso improvvisate. Sulle strade statali e provinciali, oltre ai tratti chiusi per esondazione, si registrano numerosi interventi dei vigili del fuoco per rimuovere rami e detriti trasportati dalla corrente, un lavoro certosino che procede a rilento perché ostacolato dalla stessa persistenza delle precipitazioni.
Le piogge, secondo quanto riportato dal bollettino di allerta, continueranno a cadere con carattere di rovescio o temporale su tutta la Puglia centro-settentrionale, con quantitativi cumulati moderati ma localmente elevati proprio nelle aree già colpite; nei restanti settori, invece, gli accumuli saranno più contenuti, anche se non si esclude la possibilità di fenomeni improvvisi e intensi. È proprio questa capacità del maltempo di concentrarsi in brevi lassi di tempo, una delle caratteristiche più insidiose di questa fase, a mantenere alta la guardia dei centri operativi, che hanno ormai attivato tutte le procedure previste per la gestione dell’emergenza.
Nonostante la criticità dei momenti, e con l’attenzione ancora puntata sull’evoluzione dei livelli idrometrici del Fortore e degli altri corsi d’acqua minori, dalla sala operativa della Protezione civile fanno sapere che il sistema di monitoraggio non ha al momento rilevato situazioni di pericolo imminente per gli abitati, sebbene la raccomandazione a limitare gli spostamenti e a non avventurarsi in prossimità dei ponti resti valida per tutta la durata dell’allerta. Il territorio, abituato a confrontarsi con la forza dell’acqua, in queste ore sta facendo i conti con un evento che, pur rientrando nei parametri previsti dal modello meteo, richiede un presidio costante per evitare che la morsa del maltempo possa stringersi ulteriormente nelle prossime ore.
Un bollettino in continua evoluzione e la mappa delle zone più esposte
La decisione di elevare l’allerta al livello rosso in alcune aree specifiche, come quella del Subappennino Dauno, è arrivata dopo aver valutato l’intensità cumulata delle precipitazioni nelle ultime ventiquattro ore e la saturazione dei suoli, una combinazione che rende particolarmente vulnerabili i bacini idrografici secondari. A differenza di altri eventi alluvionali passati, dove il rischio era concentrato prevalentemente lungo i corsi d’acqua principali, questa volta la criticità si manifesta in modo diffuso: i fossi e i canali di scolo, spesso trascurati nella percezione comune, sono diventati i primi a cedere sotto il peso dell’acqua.
Nel Tavoliere, dove l’allerta rossa per criticità idraulica interessa i bacini del Candelaro, del Cervaro e del Carapelle, la preoccupazione maggiore riguarda la capacità dei canali artificiali di smaltire le portate eccezionali provenienti dall’entroterra. Qui, la bonifica idraulica ha trasformato il paesaggio nel corso dei decenni, ma in situazioni di piogge persistenti come quella attuale il margine di sicurezza si riduce progressivamente, costringendo i consorzi di bonifica a manovrare con attenzione le paratoie e le stazioni di pompaggio.
Sul versante meridionale della provincia, l’allerta arancione estesa ai bacini del Basso Ofanto e ai Bacini del Lato e del Lenne segnala un rischio comunque significativo, sebbene di grado inferiore rispetto alle aree rosse. In queste zone, le precipitazioni hanno finora mantenuto un carattere più intermittente, ma i modelli previsionali indicano la possibilità di ulteriori rovesci nelle prossime ore, tali da incrementare ulteriormente i livelli idrometrici già innalzati.
A completare il quadro, l’allerta gialla per vento che interessa l’intera regione introduce un ulteriore elemento di complessità nella gestione dei soccorsi: le raffiche, che in alcuni tratti costieri hanno già superato i sessanta chilometri orari, rendono pericolose le operazioni di messa in sicurezza delle infrastrutture, in particolare quelle che richiedono l’uso di autoscale o l’intervento in quota per la rimozione di elementi pericolanti.
L’impatto sulla mobilità e le misure adottate per contenere i disagi
Le interruzioni ferroviarie, concentrate nelle tratte interne del Foggiano, hanno evidenziato ancora una volta la fragilità di un sistema di trasporto locale spesso messo in ginocchio dagli eventi meteorologici estremi. I convogli che avrebbero dovuto servire le stazioni di Orta Nova, Stornara e Carapelle hanno subito cancellazioni in cascata, con i viaggiatori costretti a ripiegare su corse sostitutive con autobus organizzate in modo contingente da Rete Ferroviaria Italiana.
Sulla rete stradale, oltre alle chiusure disposte in prossimità dei tratti esondati del Fortore, diverse sono le provinciali che risultano transitate con obbligo di catene a bordo o con limitazioni alla circolazione riservate ai soli mezzi di emergenza. Le pattuglie della polizia locale, coadiuvate da volontari di protezione civile, presidiano i punti critici per scoraggiare eventuali tentativi di forzare i blocchi, un rischio concreto in quelle aree dove la consuetudine con le piene talvolta spinge gli automobilisti a sottovalutare la pericolosità delle acque in piena.
Gli interventi di soccorso, gestiti dalla sala operativa unica regionale, hanno finora privilegiato la messa in sicurezza delle persone rimaste isolate in abitazioni rurali o in auto lungo le strade allagate. Si tratta di operazioni delicate, che richiedono l’impiego di mezzi fuoristrada e talvolta l’utilizzo di gommoni nelle zone più basse, dove l’acqua ha raggiunto livelli tali da rendere impraticabili anche i percorsi alternativi.
La gestione dell’emergenza tra monitoraggio e procedure consolidate
Dietro la cortina di disagi e allerta che in queste ore avvolge la Puglia settentrionale, c’è il lavoro silenzioso di una macchina organizzativa che ha ormai sedimentato protocolli operativi ben definiti. I centri funzionali decentrati, quelli che raccolgono in tempo reale i dati pluviometrici e idrometrici da una rete di sensori distribuita sul territorio, trasmettono flussi informativi continui ai decisori, permettendo di modulare le allerte in base all’evoluzione reale dei fenomeni, non solo alle previsioni iniziali.
È grazie a questo sistema di monitoraggio capillare che le allerte vengono affinate ora per ora, consentendo di concentrare le risorse nelle aree dove il rischio diventa più concreto. Nella giornata di oggi, questa capacità di adattamento si è rivelata decisiva per anticipare l’esondazione del Fortore: i dati provenienti dai sensori a monte hanno dato il tempo sufficiente per chiudere le strade prima che l’acqua invadesse la carreggiata, evitando così situazioni di pericolo per gli automobilisti.
Le strutture operative, dai vigili del fuoco ai volontari delle organizzazioni nazionali, sono state dislocate secondo un piano che prevede presidi fissi nei comuni maggiormente esposti e squadre mobili pronte a intervenire dove la situazione dovesse improvvisamente degenerare. Questo dispositivo, collaudato in occasione di precedenti emergenze, garantisce tempi di risposta contenuti anche in un territorio vasto e caratterizzato da una viabilità non sempre agevole.




