Costa Crociere, il nuovo giro del mondo durerà 139 giorni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Centotrentanove giorni, cinque continenti e tre oceani. Sono questi i numeri – o meglio, le coordinate – del nuovo Giro del Mondo targato Costa Crociere, un itinerario che sulla carta si candida a diventare un riferimento per chi, letteralmente, non ha fretta di tornare a casa. La compagnia genovese ha alzato il velo sull’edizione 2028, affidata alla Costa Deliziosa, che salperà da Savona il 25 novembre del prossimo anno. L’aspetto forse più rilevante, al di là della durata complessiva, è la filosofia che guida l’operazione: non si tratta più solo di coprire miglia nautiche, ma di assorbire i luoghi, con soste pensate per essere lunghe quanto quelle di una vacanza tradizionale a terra, un lusso raro nel settore delle grandi traversate.
Un pianeta, 51 finestre sul mondo
Lo scalo nel porto ligure darà il via a un viaggio che toccherà 51 destinazioni sparse in 29 paesi, un mosaico che include ben 21 isole. Se si esclude una breve sosta tecnica o operativa, ogni approdo è stato selezionato – spiegano dalla società – per offrire un contrasto netto tra una metropoli e l’altra, tra un ecosistema e l’altro. Si passa dalle strade di New York ai paesaggi vulcanici delle Hawaii, per poi scivolare verso le atmosfere della Nuova Zelanda, trasformata in un set naturale fatto di fiordi e colline ondulate, prima di addentrarsi nel cuore pulsante dell’Asia con Tokyo e Hong Kong.
Le attrazioni esclusive e la variante dei cento giorni
La rotta, lungi dall’essere una semplice sommatoria di porti, è costellata da momenti ad hoc pensati per spezzare la navigazione. A renderla differente dalla precedente edizione è l’inserimento di Celebration Key, l’isola privata alle Bahamas che – particolare non secondario – per la prima volta aprirà i propri accessi agli ospiti della flotta italiana, un’esclusiva che solitamente era riservata ad altri brand del settore. A questi si aggiungono i cosiddetti overland, ovvero escursioni della durata di più giorni che permettono di lasciare la nave per addentrarsi nell’entroterra, come anticipa una nota ufficiale. Per chi non potesse (o volesse) assentarsi per quasi cinque mesi, esiste una seconda chance: è stata attivata una finestra di imbarco alternativa a San Francisco, che consente di acquistare un segmento ridotto a 100 giorni, utile per chi desidera concentrarsi sulla parte finale della traversata tra Oceania, Asia e Africa fino al rientro in Italia, previsto per l’11 aprile 2028.
Il parere del management
Luigi Stefanelli, che per Costa Crociere ricopre il ruolo di vice president worldwide sales, ha descritto l’esperienza come un connubio tra “emozione, profondità e qualità”. Una dichiarazione, la sua, che non è un semplice slogan, ma che riflette la strategia commerciale della casa madre: allungare i tempi a bordo per giustificare un investimento economico importante, trasformando la nave da semplice mezzo di trasporto a resort galleggiante. Le prenotazioni, si legge nel comunicato che accompagna il lancio, sono ufficialmente aperte da oggi.




