La morte improvvisa di Lindsey Graham, il trumpiano «amico dell'Ucraina»

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notizia della scomparsa di Lindsey Graham ha scosso il mondo politico statunitense e non solo. Il senatore repubblicano della Carolina del Sud, figura di spicco del Partito Repubblicano e stretto alleato del presidente Donald Trump, è morto nella serata di sabato 11 luglio all'età di 71 anni. A darne l'annuncio è stato il suo ufficio, spiegando che la causa è da attribuire a una "breve e improvvisa malattia", sebbene diverse fonti, tra cui la Cnn, abbiano in seguito parlato di un arresto cardiaco occorso nella sua residenza a Capitol Hill.

La sua dipartita, avvenuta a soli due giorni dal suo compleanno, lascia un vuoto incolmabile nel panorama politico americano, proprio mentre si apprestava a correre per un quinto mandato alle elezioni di mid-term.

Dal nemico giurato al fedelissimo di Trump

La carriera politica di Lindsey Graham è stata contraddistinta da una parabola singolare, che molti hanno letto come lo specchio dell'evoluzione del Partito Repubblicano nell'era Trump. Eletto per la prima volta alla Camera dei Rappresentanti nel lontano 1994 e poi al Senato nel 2002, Graham si era guadagnato la reputazione di esperto di politica estera e difesa, un interventista convinto che non esitava a sostenere l'impiego della potenza militare americana.

Critico feroce di Donald Trump durante le primarie del 2016, che definì un "bigotto xenofobo" e "inadatto alla carica", Graham ha compiuto una delle più spettacolari conversioni politiche degli ultimi anni. Con il pragmatismo che lo contraddistingueva, dopo l'elezione di Trump è diventato uno dei suoi consiglieri più ascoltati e un alleato fedelissimo, tanto da autodefinirsi la sua "stella polare".

Il presidente Trump, in un messaggio su Truth Social, lo ha ricordato come "una delle persone migliori" e "un vero patriota americano", sottolineando come la loro amicizia sia nata dopo lo scontro iniziale.

Il falco della politica estera: Ucraina e Israele nel cuore

Al di là delle sue metamorfosi politiche interne, l'impegno costante di Lindsey Graham è stato sempre quello per una politica estera interventista e muscolare. Era, senza dubbio, uno dei più convinti sostenitori dell'Ucraina all'interno del Congresso americano. La sua scomparsa, avvenuta poche ore dopo il rientro da una visita a Kiev, la decima da quando è iniziata l'invasione russa nel 2022, rende il suo ultimo viaggio ancora più simbolico.

In Ucraina, aveva incontrato il presidente Volodymyr Zelensky e stava lavorando a un pacchetto di sanzioni "schiaccianti" contro Mosca, un accordo che aveva definito "monumentale" con l'amministrazione Trump. Zelensky, profondamente addolorato, lo ha ricordato come un "vero difensore della libertà" e un amico che mancherà molto, soprattutto in un momento così delicato per il suo paese. Allo stesso modo, Graham era un alleato inossidabile di Israele.

Il premier Benjamin Netanyahu ha parlato di una "perdita enorme", definendolo "un grande amico di Israele" e "un caro amico personale", al punto che, secondo alcune indiscrezioni, starebbe valutando di partecipare ai suoi funerali. La sua voce, che sosteneva senza riserve la sicurezza di Israele e una linea durissima contro l'Iran, mancherà in un Congresso sempre più diviso.

La scia di teorie e la battaglia per la successione

Le circostanze della sua morte, avvenuta in modo fulmineo al rientro da una missione tanto delicata quanto controversa, hanno immediatamente alimentato un vortice di speculazioni e teorie del complotto, in particolare sui canali Telegram russi. La sua storica avversione per Vladimir Putin e il suo ruolo di architetto delle sanzioni contro la Russia hanno portato alcuni a ipotizzare cause diverse da quelle ufficiali, come un avvelenamento mirato o addirittura un attacco missilistico in Ucraina.

Nessuna di queste tesi, tuttavia, ha trovato finora alcun riscontro nelle indagini o nelle dichiarazioni ufficiali. A prescindere dalle congetture, la sua scomparsa apre ora uno scenario politico complesso in Carolina del Sud. Il governatore dello Stato, Henry McMaster, avrà il compito di nominare un sostituto temporaneo, ma la vera partita si giocherà alle elezioni di mid-term di novembre.

La morte di Graham riduce di fatto la maggioranza repubblicana al Senato, e il presidente Trump ha già fatto sapere di avere in mente un nome per il seggio, senza però volerlo rivelare, per rispetto del momento.

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