Lindsey Graham morto, il Senato Usa perde un pilastro repubblicano

Lindsey Graham morto, il Senato Usa perde un pilastro repubblicano
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Lindsey Graham morto improvvisamente a 71 anni, il Partito repubblicano americano si ritrova senza uno dei suoi senatori più influenti mentre il Senato affronta nuovi equilibri interni. La scomparsa del senatore della Carolina del Sud arriva dopo settimane segnate dal lungo ricovero di Mitch McConnell, 84 anni, la cui situazione sanitaria resta senza chiarimenti da parte del suo entourage. Nel giro di poche settimane, il partito perde così due figure che hanno avuto un ruolo centrale nel plasmare il Senato degli Stati Uniti nell’ultimo ventennio, con conseguenze sugli equilibri politici legati alla maggioranza vicina a Donald Trump.

La morte di Lindsey Graham è arrivata dopo il suo rientro a Washington da un viaggio oltreoceano, durante il quale aveva accompagnato l’attività diplomatica legata al vertice Nato di Ankara e aveva raggiunto per la decima volta Kiev per ribadire il suo sostegno a Volodymyr Zelensky e all’Ucraina. Secondo quanto riportato, il senatore sarebbe morto improvvisamente nella serata di sabato, pare per un arresto cardiaco. La sua scomparsa apre anche la questione della successione politica in South Carolina, dove Graham era considerato favorito per la conquista del quinto mandato alle elezioni di metà mandato.

Il ruolo di Graham nella politica estera americana

Lindsey Graham era una delle figure più riconoscibili del Partito repubblicano per le sue posizioni sulla politica estera degli Stati Uniti. Per oltre trent’anni, prima alla Camera e poi al Senato, aveva sostenuto una linea interventista e atlantista, fondata sul valore delle alleanze, sulla deterrenza militare e sulla disponibilità all’uso della forza. La sua attività politica lo aveva portato a essere definito un senatore falco, con un forte impegno sui dossier internazionali.

Tra le alleanze considerate più importanti da Graham c’era quella con Israele, diventata per lui una causa personale nel corso degli anni. Il senatore repubblicano aveva costruito gran parte della propria immagine pubblica attorno al sostegno alla politica estera americana tradizionale e alla difesa dei rapporti con i principali alleati degli Stati Uniti. La sua figura era associata a una presenza costante nei temi di sicurezza internazionale e nei confronti sulle scelte strategiche di Washington.

Dall’opposizione a Trump all’alleanza con il presidente

Il rapporto tra Lindsey Graham e Donald Trump aveva attraversato una trasformazione profonda. In passato il senatore era stato un oppositore del presidente, ma nel tempo era diventato uno dei suoi maggiori alleati all’interno del Partito repubblicano. In un’intervista rilasciata a febbraio alla rete televisiva Nbc, Graham aveva descritto il proprio rapporto con Trump affermando di essere la sua “stella polare”, sottolineando il ruolo che riteneva di avere nel rapporto con il presidente.

La sua posizione lo aveva reso una figura particolare all’interno del movimento repubblicano: da una parte un sostenitore di Trump, dall’altra un esponente con una lunga esperienza nella politica estera e con posizioni consolidate su Ucraina e Israele. La morte improvvisa del senatore riapre ora la competizione per il suo seggio e porta al centro dell’attenzione la situazione dei repubblicani al Senato.

Il peso della situazione di Mitch McConnell sul Senato

Accanto alla scomparsa di Graham, il Partito repubblicano deve affrontare anche l’incertezza legata a Mitch McConnell, ricoverato da quasi un mese. Il senatore, 84 anni, è una delle figure che hanno maggiormente influenzato il Senato americano negli ultimi vent’anni, ma il suo entourage non ha fornito indicazioni chiare sulle sue condizioni di salute né sulla possibilità di un ritorno a Capitol Hill.

La combinazione tra l’assenza di McConnell e la morte di Graham modifica il quadro interno del Senato repubblicano, dove i numeri vengono considerati in bilico per gli equilibri politici legati a Trump. Le due vicende coinvolgono infatti due figure con percorsi diversi ma accomunate da un ruolo decisivo nella storia recente del partito, una per la guida dell’aula del Senato e l’altra per la presenza sui principali temi di politica estera americana.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.