Kiev lancia l'allarme droni sullo spazio aereo russo. Mosca: «In pericolo i nostri voli commerciali e civili, pronti a rispondere alla minaccia»
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Redazione Esteri
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La minaccia lanciata da Kiev nei confronti dello spazio aereo della Federazione Russa ha scatenato una dura reazione da parte del Cremlino, in un momento delicatissimo per i tentativi di mediazione portati avanti dagli emissari americani Jared Kushner e Steve Witkoff. Le recenti dichiarazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha prefigurato uno scenario di pericolo imminente per i collegamenti aerei verso le principali città russe, sono state accolte a Mosca come un atto di intimidazione che mette a rischio l'incolumità dei voli commerciali e civili.
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, che aveva già definito l'attuale fase del conflitto come «l'inizio di una guerra», vede ora concretizzarsi un nuovo fronte di scontro, incentrato sulla stabilità delle rotte aeree che ancora collegano la Russia al resto del mondo.
La minaccia di Zelensky e l'avvertimento alle compagnie aeree
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, nel corso di un videomessaggio, ha dichiarato che lo spazio aereo russo sta diventando «completamente insicuro» a causa dell'incremento massiccio nell'impiego di droni a lungo raggio da parte delle forze di Kiev.
L'avvertimento, che mira a dissuadere le compagnie aeree internazionali e gli assicuratori dall'utilizzare i corridoi della Federazione, è stato accompagnato da una precisazione fondamentale: l'Ucraina non intende prendere di mira l'aviazione civile in quanto tale, ma la presenza massiccia di droni nei cieli russi rende la navigazione estremamente rischiosa.
Secondo quanto riportato, l'amministrazione di Kiev ha già provveduto a trasmettere notifiche ufficiali all'Organizzazione internazionale dell'aviazione civile (ICAO) e ai governi stranieri, invitandoli a prestare la massima attenzione ai pericoli derivanti dai sorvoli. L'obiettivo dichiarato è quello di prevenire incidenti involontari che potrebbero coinvolgere aerei di linea, un rischio che Kiev ritiene concreto, viste le offensive condotte quotidianamente con droni e missili contro obiettivi militari ed energetici sul suolo russo.
La risposta di Putin e l'accusa di terrorismo di Stato
La reazione della leadership russa non si è fatta attendere ed è giunta ai massimi livelli istituzionali. Il presidente Vladimir Putin, in una dura presa di posizione, ha bollato le iniziative di Kiev come una forma di terrorismo di Stato, prefigurando contromisure immediate qualora venissero messi in atto interventi ostili contro i vettori commerciali.
Il capo del Cremlino ha ricordato come la passata offensiva annunciata dall'amministrazione avversaria abbia prodotto come unico risultato un aumento degli attacchi russi contro obiettivi in Ucraina, ribadendo la ferma indisponibilità a qualsiasi concessione politica: «Non si negozia con i terroristi», ha affermato categoricamente, in riferimento alle presunte minacce di Kiev di chiudere i cieli della Federazione utilizzando droni.
La medesima linea d'azione è stata ribadita dai portavoce ufficiali della presidenza, con Dmitry Peskov che ha tagliato corto sulla possibilità di convocare una sessione straordinaria di governo dedicata all'emergenza voli, spiegando che al momento non c'è alcuna necessità in tal senso, facendo sponda alle valutazioni più dure espresse da Putin sull'inaccettabilità di questa nuova minaccia alla sicurezza nazionale e alla vita dei cittadini.
Le conseguenze pratiche: voli cancellati e clima di tensione
La tensione crescente sta già avendo ripercussioni pratiche sul traffico aereo, come dimostrano le recenti interruzioni dei voli negli aeroporti di Mosca, tra cui Vnukovo, Sheremetyevo e Domodedovo, causate dalle incursioni di droni e dai conseguenti protocolli di sicurezza. Secondo quanto riportato, i russi scoprono la guerra in casa, con i cittadini che iniziano a temere per la propria incolumità durante i viaggi in aereo e a interrogarsi sulle ragioni di un conflitto che, fino a pochi mesi fa, sembrava lontano dalla loro quotidianità.
La strategia ucraina, che mira a colpire le infrastrutture energetiche e logistiche della Federazione, sta di fatto chiudendo i cieli russi ai voli commerciali, creando disagi e timori tra i passeggeri che ancora utilizzano quelle rotte, come i cittadini turchi e asiatici che continuano a volare su Mosca.
Le autorità russe, nel tentativo di rassicurare la popolazione e garantire la continuità operativa, hanno intensificato la presenza di sistemi di difesa aerea antiaerea come il «Pantsir-S1» nei pressi degli scali principali, ma gli attacchi di droni, che si susseguono con frequenza sempre maggiore, stanno mettendo a dura prova la tenuta del sistema di protezione civile.
L'iter giudiziario e la protesta formale al G7
Sul piano diplomatico, la Farnesina russa ha presentato una protesta formale per quella che definisce una serie di atti terroristici sconsiderati da parte dell'Ucraina, che contravvengono al diritto internazionale. La protesta è stata inoltrata anche ai membri del G7, con Mosca che ha accusato gli occidentali di riempire il presidente americano Donald Trump di «idee inutili e dannose» riguardo al conflitto.
Il ministero degli Esteri russo ha sottolineato che i commenti della parte ucraina rappresentano una minaccia diretta all'aviazione civile e ha mantenuto un contatto costante con l'ICAO per chiedere un intervento urgente, pur ribadendo il proprio impegno a salvaguardare la sicurezza del traffico aereo.
La determinazione di Mosca a proteggere i propri cieli resta incrollabile, in un contesto in cui ogni volo civile potrebbe trasformarsi in un potenziale bersaglio o in un incidente involontario, alimentando ulteriormente la spirale di violenza e rendendo sempre più complessa la ricerca di una soluzione diplomatica al conflitto.
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