Cerignola, sospeso il medico ripreso a dormire in pronto soccorso: "Mi hanno avvelenato"
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Francesco Paolo Palma, il medico di 69 anni filmato mentre sonnecchiava alla scrivania del pronto soccorso dell’ospedale Tatarella di Cerignola, è stato sospeso dall’incarico su disposizione del direttore sanitario dell’Asl di Foggia. La misura, adottata per consentire gli accertamenti del caso, arriva dopo la diffusione di un video – registrato nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio da un paziente in attesa su una barella – che lo ritraeva assopito mentre in corsia c’erano ancora malati da visitare.
Le immagini, divenute virali in poche ore, hanno riacceso il dibattito sulle condizioni di lavoro negli ospedali, soprattutto nei reparti d’emergenza, dove turni massacranti e carenza di personale sono spesso alla base di polemiche. Ma la vicenda ha preso una piega inaspettata quando lo stesso Palma, attraverso dichiarazioni riportate dalla moglie sui social, ha parlato di un possibile avvelenamento: «Mio marito è stato addormentato con gli psicofarmaci», ha scritto la donna, aggiungendo che qualcuno avrebbe agito per «ricattarlo».
Il medico, che lavorava nel 118, ha lasciato intendere di essere vittima di una congiura orchestrata da colleghi invidiosi dei suoi «successi professionali». Una tesi che, seppur non confermata, ha alimentato ulteriori interrogativi sulle dinamiche interne alla struttura sanitaria. Non è la prima volta, del resto, che Palma finisce al centro di controversie: già in passato era stato accusato di eccessivo zelo lavorativo, tanto da essere definito "stacanovista" da alcuni, mentre altri lo avevano criticato per presunti atteggiamenti polemici.
L’Asl, intanto, ha avviato un’indagine per verificare le circostanze dell’accaduto, comprese le accuse di avvelenamento. Quel che emerge, al di là delle versioni contrastanti, è un quadro complesso in cui si intrecciano carenze organizzative, tensioni tra colleghi e una gestione spesso al limite delle possibilità, soprattutto in strutture come quella di Cerignola, dove i turni possono superare le 600 ore mensili.




