Bologna e il limite dei 30 all'ora, meno incidenti e morti
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Redazione Interno
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Bologna, città che ha recentemente adottato il limite di velocità di 30 km/h, ha visto un significativo calo degli incidenti stradali e delle vittime. Marco Pollastri, direttore del centro Antartide e nuovo presidente dell’Osservatorio per l’educazione alla sicurezza stradale della Regione Emilia-Romagna, ha promosso questa iniziativa, sostenuta anche da Salvaiciclisti e gruppi ambientalisti. Nonostante le polemiche iniziali, i dati dimostrano l'efficacia della misura: incidenti ridotti del 13%, feriti diminuiti dell'11% e, soprattutto, decessi quasi dimezzati (-49%) con zero pedoni morti nel 2024.
La visione di una mobilità diversa, che favorisce biciclette e mezzi pubblici, ha trovato riscontro nei numeri. Amilcare Renzi, segretario di Confartigianato, ha sottolineato come la misura, pur adottata in un momento difficile a causa di cantieri e calamità naturali, abbia portato a una riduzione degli incidenti gravi del 31% e a un calo del 16% degli investimenti di pedoni. La città, che ha visto per la prima volta dal 1991 zero pedoni deceduti, continua a monitorare e promuovere la sicurezza stradale.
L'adozione del limite di 30 km/h, sebbene inizialmente contestata anche dal ministro dei Trasporti Matteo Salvini, ha dimostrato di essere una scelta vincente. Gli studi e i dati raccolti confermano che la riduzione della velocità ha un impatto positivo sulla sicurezza stradale, come evidenziato anche nella puntata di "Numeri" su Sky TG24. La misura, adottata da decine di città, ha portato a un miglioramento significativo della sicurezza stradale, con meno incidenti e meno feriti.
Bologna rappresenta un esempio virtuoso di come una politica di mobilità sostenibile possa ridurre drasticamente il numero di incidenti e vittime sulla strada, promuovendo al contempo l'uso di mezzi di trasporto alternativi e più sicuri.




