Nissan Z, lo spiraglio per l’Europa passa da una versione Euro 7 del V6 biturbo

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sono passati ormai diversi anni da quando Nissan ha svelato l’attuale generazione della sua coupé sportiva, eppure il rammarico tra gli appassionati del Vecchio Continente non si è mai sopito. La scelta, al tempo, di escludere il mercato europeo dalla commercializzazione della Z era sembrata definitiva, condizionata com’era da un quadro normativo sempre più restrittivo in materia di emissioni. E invece, ecco riaprirsi uno spiraglio. Nel corso di una chiacchierata esclusiva con Jordi Vila, vicepresidente vendite e marketing di Nissan Europe, i colleghi di Auto Express hanno raccolto un’indicazione precisa: la casa giapponese sta valutando seriamente come far sbarcare la Z anche da noi, sebbene la strada, è bene chiarirlo subito, sia ancora tutta in salita.

Il nodo centrale, quello da cui tutto dipende, è sotto il cofano. La Z, che negli Stati Uniti e in Giappone continua a vendere sogni con il suo 3.0 V6 biturbo da 405 cavalli (o 420 nella variante Nismo), si trova a fare i conti con l’ombra sempre più incombente della normativa Euro 7. Le dichiarazioni di Vila, però, hanno il merito di spegnere sul nascere qualsiasi suggestione relativa a un cambio di motorizzazione. Sarebbe irrealistico, ha spiegato, pensare di sviluppare un powertrain ad hoc esclusivamente per l’Europa. L’ipotesi concreta, quella su cui gli ingegneri stanno lavorando, è invece quella di adattare il motore esistente. Si tratterebbe di studiare una configurazione, forse con una leggera rivisitazione del sistema di post-trattamento dei gas, che possa rispettare i parametri senza però snaturare l’anima del propulsore; una riduzione della potenza, qualora fosse necessaria, verrebbe comunque considerata marginale.

Il restyling americano e la scommessa della trasmissione manuale

Mentre in Europa si attendono sviluppi, negli Stati Uniti il modello year 2027 ha già fatto il suo ingresso con un restyling che non lascia indifferenti. Le varianti Sport e Performance, che escludono la più affilata Nismo, hanno ricevuto un deciso aggiornamento estetico incentrato sul frontale: nuovo paraurti e una calandra sdoppiata dal sapore rétro che rappresenta un omaggio esplicito all’era Datsun degli anni Settanta. Un richiamo al passato che si fa ancora più evidente con l’introduzione della tinta Shinkai Green Pearl Metallic, una nuance che ricalca la storica Unryu Green già vista sulla versione giapponese e che richiama le leggendarie S30. Sul muso, a suggellare l’identità, sparisce il marchio Nissan per lasciare spazio al solo logo “Z”.

La vera notizia, per i puristi della guida, riguarda però la trasmissione. Con il model year 2027, Nissan ha infatti deciso di estendere il cambio manuale a sei marce anche alla versione Nismo, quella da 420 CV fino a oggi appannaggio esclusivo del solo automatico. La leva, con rapporti accorciati per una cambiata più secca, si abbina a una rivisitazione della risposta del V6 biturbo e a un intervento sul sistema frenante (con dischi derivati dalla GT-R per la Nismo) e sulle sospensioni. Sul mercato a stelle e strisce, la coupé si conferma così una delle ultime eredi di una tradizione sportiva a trazione posteriore, mentre in Europa, paradossalmente, il suo eventuale arrivo coinciderebbe con l’addio di diverse concorrenti dirette, a cominciare dalle Toyota GR Supra e GR86.

La sfida di un mercato dominato dai SUV

Se la sfida tecnica per omologare il V6 biturbo alle normative Euro 7 rappresenta lo scoglio principale, non si può ignorare il contesto economico in cui questa operazione andrebbe a inserirsi. Il mercato europeo, e quello italiano in particolare, è oggi la terra promessa dei SUV. I numeri parlano chiaro: sei auto su dieci vendute hanno carrozzeria rialzata, lasciando alle coupé tradizionali soltanto le briciole. Per Nissan, che sul Vecchio Continente macina profitti grazie a modelli come Qashqai e Ariya, l’eventuale decisione di investire risorse per portare la Z avrebbe il sapore di una scommessa romantica, più che di una strategia industriale volta a inseguire grandi volumi.

Ciononostante, la porta non è stata chiusa. La dichiarazione di Vila lascia intendere che in Nissan esista la consapevolezza del valore identitario di un’auto come la Z, descritta come parte di una “community globale”. La strada maestra, al momento, sembra essere proprio quella dell’adattamento del 3.0 litri esistente. L’obiettivo, se i tecnici riusciranno a trovare il giusto compromesso tra rispetto delle emissioni e mantenimento del carattere, sarebbe quello di offrire in Europa la stessa coupé che in America continua a essere proposta con il cambio manuale, un differenziale posteriore autobloccante e una meccanica che, in un’epoca dominata dall’elettrico, si fa sempre più rara.

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