Nissan Gravite a 6.200 euro, la monovolume low-cost che l’Europa non vedrà mai

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   C’è un angolo di mondo, l’India, dove il sogno di un’auto nuova, spaziosa e dal prezzo stracciato è una realtà quotidiana, e l’ultima dimostrazione di questo paradosso automobilistico si chiama Nissan Gravite. Si tratta di un monovolume compatto, capace di ospitare fino a sette passeggeri, che la casa giapponese ha appena lanciato sul mercato indiano a un prezzo di partenza che, convertito in euro, si aggira attorno ai 5.200-6.200 euro, a seconda delle fonti e dell’allestimento prescelto -2-6. Una cifra, questa, che nel Vecchio Continente permetterebbe a malapena di acquistare un usato di nicchia, ma che in Asia diventa il biglietto d’ingresso per un veicolo inedito, pensato e costruito per rispondere a esigenze di mobilità completamente diverse dalle nostre.

La genesi del modello, del resto, è tutto fuorché misteriosa, perché la Gravite non è altro che una raffinata operazione di badge engineering condotta all’interno dell’alleanza Renault-Nissan -1-5. Sotto la carrozzeria, che pure sfoggia qualche dettaglio specifico come una calandra a nido d’ape e alcuni inserti che richiamano il linguaggio stilistico del brand giapponese, vive infatti la sostanza meccanica della Renault Triber, un veicolo che proprio nel subcontinente indiano ha già trovato la sua dimensione ideale -5-8. Una scelta, quella di riproporre con另一个 marchio un progetto già rodato, che consce di abbattere i costi di sviluppo e di mantenere listini altrimenti impensabili per un’utilitaria a sette posti, sebbene, è bene sottolinearlo, le misure siano quelle di una vettura davvero compatta: la lunghezza si ferma infatti a 3,99 metri, una dimensione che in India permette anche di usufruire di importanti agevolazioni fiscali -1-8.

Una meccanica essenziale al servizio dello spazio

Sotto il cofano di questa familiare a basso costo pulsa un tre cilindri benzina da 1.0 litro aspirato, un propulsore che eroga 72 cavalli e 96 Nm di coppia, dati che da soli raccontano l’anima paziente e votata al risparmio di questa vettura, più a suo agio nel traffico caotico delle metropoli che nei sorpassi in autostrada. La trazione è anteriore, e il cambio può essere un manuale a cinque rapporti o un robotizzato EZ-Shift, anch’esso a cinque marce, pensato per garantire un minimo di comfort in città senza far lievitare il prezzo finale. Il peso contenuto, che si attesta sotto la tonnellata, aiuta comunque a mascherare la potenza modesta del piccolo motore, regalando una reattività sufficiente per l’impiego quotidiano per cui questo mezzo è stato concepito.

L’abitacolo, nonostante le dimensioni esterne ridotte, cerca di fare della versatilità il suo cavallo di battaglia, offrendo tre file di sedili, con gli ultimi due strapuntini che, come spesso accade in questa categoria, sono da intendersi per utilizzi occasionali o per il trasporto di bambini -7. La vera magia, però, avviene nello spazio di carico, perché rimuovendo completamente la terza fila si libera un bagagliaio che può arrivare a 625 litri, un volume da primato per una macchina che staziona sotto i quattro metri di lunghezza -5-9. Una flessibilità, questa, che spiega il successo di certe ricette in mercati dove l’auto deve saper fare tutto, dalla spola quotidiana alla gita fuori porta della domenica con l’intera famiglia allargata.

La sicurezza e gli allestimenti, tra dotazioni e rinunce

Sul fronte della sicurezza, Nissan ha dichiarato di aver equipaggiato la Gravite con un pacchetto di serie piuttosto so per la categoria, che comprende sei airbag, il controllo elettronico della stabilità (ESC), il controllo di trazione (TCS) e l’assistente alla partenza in salita (HSA), un equipaggiamento che mostra come, anche in questa fascia di prezzo, la sensibilità verso questi temi stia crescendo. A richiesta, o sugli allestimenti superiori come il Tekna, troviamo poi un sistema di infotainment con schermo flottante da 20 centimetri, connettività wireless per Android Auto e Apple CarPlay, e persino un impianto audio JBL. La versione di lancio, chiamata Launch Edition e limitata a mille e un esemplari, aggiunge poi dettagli estetici specifici, come inserti arancioni e adesivi dedicati, per differenziarsi ulteriormente dalla cugina Renault.

Eppure, non bisogna farsi ingannare da queste cifre, perché l’allestimento base, denominato Visia, racconta una storia di essenzialità quasi monacale, con cerchi in acciaio, l’assenza del sistema di infotainment e dettagli che svelano senza infingimenti la natura low-cost del progetto -10. Chi si aspetta la raffinatezza di una monovolume europea rimarrebbe deluso, ma d’altro canto il prezzo di partenza, che in rupie si attesta sulle 565.000, non lascia spazio a fraintendimenti: chi acquista una Gravite in India sa di comprare un mezzo di trasporto pragmatico, dove ogni componente è stato studiato per contenere i costi e per resistere all’usura di strade spesso impervie.

L’assenza annunciata dal Vecchio Continente

La domanda che molti appassionati europei, strettoie dal caro-vita e dai listini auto in costante aumento, si pongono è se un veicolo del genere possa un giorno solcare le nostre strade, e la risposta, purtroppo per loro, è quasi certamente negativa. Le normative europee in materia di sicurezza, emissioni e omologazioni sono talmente stringenti e costose da rendere antieconomico l’adeguamento di un prodotto nato per mercati emergenti, che richiedono standard meno severi e tollerano tecnologie più datate. La stessa Renault Triber, del resto, non è mai stata commercializzata ufficialmente in Europa, e il suo alter ego giapponese, nonostante il marchio più blasonato, difficilmente potrebbe superare le maglie di un’omologazione che richiederebbe costosi interventi di ingegnerizzazione.

L’auto, così, resta un oggetto del desiderio a distanza, una di quelle suggestioni che fanno sognare chi cerca spazio e funzionalità a prezzi da saldo, ma che si scontra con una realtà fatta di barriere normative e strategie commerciali che vedono l’Europa come un mercato ad alta intensità di capitale, dove il margine di guadagno deve giustificare investimenti ben più si. Nissan, dal canto suo, ha già annunciato che questo è solo l’inizio di una offensiva di prodotto in India, dove arriveranno nei prossimi mesi anche i SUV Tekton, basato sulla Dacia Duster, e un altro sette posti derivato dalla Dacia Bigster, confermando una strategia che vede il subcontinente come hub produttivo e commerciale per veicoli semplici e accessibili -3-4.

Description: Nissan lancia in India la Gravite, un monovolume da 7 posti a soli 6.200 euro. Ecco perché questo modello low-cost, basato sulla Renault Triber, non sarà mai venduto in Europa.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.