Marc Marquez domina a Brno, Bezzecchi e Acosta completano il podio. Bagnaia ancora in ombra
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Redazione Sport
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Marc Marquez ha firmato un’altra vittoria senza storia nel Gran Premio della Repubblica Ceca, confermando una supremazia che ormai sembra inarrestabile. A Brno, dove il circuito ha ripreso a ospitare la MotoGP dopo cinque anni di assenza, lo spagnolo ha bissato il successo dello Sprint Race portando a otto il numero di trionfi in stagione, il quinto consecutivo tra sabato e domenica. Una doppietta che, come ha ammesso lui stesso, nasce da un affinamento tecnico decisivo: "Dopo i test di Aragón abbiamo trovato un assetto che ci ha permesso di allungare sulle altre Ducati", ha spiegato ai microfoni di Sky, sottolineando una sicurezza in sella che ormai rasenta la perfezione.
Al suo fianco sul podio, Marco Bezzecchi ha offerto una prestazione di altissimo livello, sfiorando l’impresa con l’Aprilia prima di doversi arrendere al ritmo implacabile del "Cabroncito". Terzo posto per Pedro Acosta, capace di resistere nel finale a Francesco Bagnaia, quarto ma mai realmente in lotta per posizioni più ambite. Un risultato che, se da un lato consolida il vantaggio di Marquez in classifica – ora a 120 punti – dall’altro riaccende i dubbi sul campione del mondo in carica, reduce da un avvio di stagione opaco nonostante i continui tentativi di rimontare.
La gara è stata segnata anche da un incidente che ha coinvolto Enea Bastianini, caduto mentre occupava la quarta piazza e protagonista di una stagione altalenante, tra luci e ombre. Non è andata meglio ad Alex Marquez, vittima di un contatto con Joan Mir – a sua volta penalizzato dall’errore di un avversario per la terza volta nel 2025 – che lo ha costretto al ritiro per un problema alla mano sinistra già compromessa in precedenza.
Sul circuito boemo, dove l’ultima edizione risaliva al 2020, Marquez ha dunque replicato il copione visto in altri appuntamenti: partenza in crescendo, gestione senza sbavature, trionfo inevitabile. Bezzecchi, pur senza commettere passi falsi, ha dovuto accontentarsi del secondo posto, mentre Acosta ha dimostrato ancora una volta la propria maturità nonostante la giovane età. Bagnaia, invece, rimane un enigma: il piemontese, pur senza crolli eclatanti, fatica a trovare quella continuità che gli permetterebbe di insidiare la leadership dello spagnolo.




