Raid Usa e controffensiva iraniana: nuovi attacchi nella notte, colpita l'isola di Qeshm

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Nuova escalation nella notte tra Stati Uniti e Iran, con le forze americane che hanno condotto un'ondata di attacchi contro obiettivi militari della Repubblica Islamica. Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa iraniana Irna, i raid hanno preso di mira diverse installazioni nel Paese, con esplosioni segnalate in varie aree interessate dalle operazioni.

Le autorità di Teheran hanno denunciato l'offensiva americana come una nuova violazione della sovranità nazionale, mentre è in corso la valutazione dei danni; contestualmente, fonti locali parlano di vittime e feriti a seguito dei bombardamenti che hanno colpito infrastrutture civili e militari.

La strage di militari americani in Giordania e la risposta di Trump

Il Dipartimento della Difesa statunitense ha reso noto che un attacco con missili e droni, rivendicato dai Guardiani della Rivoluzione iraniani, ha colpito una base aerea in Giordania causando la morte di due soldati americani; un terzo militare risulta disperso, mentre altre quattro persone sono rimaste ferite e successivamente trasportate in ospedale per ricevere cure mediche.

Il presidente Donald Trump, commentando le vittime, ha affermato che il loro sacrificio serve a impedire all'Iran di dotarsi dell'arma atomica, sottolineando che la missione è vitale per la sicurezza globale; il presidente ha inoltre ribadito che gli Stati Uniti sono pronti a garantire la libera navigazione nello Stretto di Ormuz, con o senza un accordo con Teheran, come dichiarato dal Segretario all'Energia Chris Wright, il quale ha evidenziato che la questione si risolverà solo quando entrambe le parti saranno disponibili a trattare.

L'ottava notte di bombardamenti e l'obiettivo Qeshm

Le forze armate statunitensi hanno annunciato l'ottava notte consecutiva di operazioni militari, mirate a degradare ulteriormente la capacità iraniana di minacciare il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz e a punire i Guardiani della Rivoluzione per l'attacco alla base in Giordania. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, l'isola di Qeshm, situata in una posizione strategica nel Golfo Persico, è stata nuovamente presa di mira, con almeno due esplosioni udite nella zona; sul posto sono state dispiegate squadre di emergenza e sicurezza per valutare i danni e il numero di eventuali vittime.

I raid hanno preso di mira anche la città portuale di Sirik e infrastrutture militari costiere, mentre il Pentagono ha confermato che il bilancio complessivo dei soldati americani uccisi dall'inizio del conflitto, lo scorso 28 febbraio, è salito a 16, con oltre 420 feriti.

La controffensiva iraniana: Kuwait, Bahrain e basi nel mirino

In risposta ai raid statunitensi, Teheran ha esteso le sue rappresaglie, colpendo infrastrutture e basi militari in diversi Paesi del Golfo; il Kuwait, in particolare, è stato oggetto di un attacco sostenuto che ha danneggiato un impianto petrolifero e una struttura per la desalinizzazione dell'acqua, causando feriti tra i vigili del fuoco e gli operatori del settore energetico.

Le forze armate del Kuwait hanno dichiarato di aver intercettato missili balistici e droni iraniani, mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha rivendicato la distruzione di un centro di supporto militare statunitense a Camp Arifjan e di un impianto radar presso la base aerea di Ali Al Salem. Allo stesso modo, sono stati segnalati attacchi contro la base aerea di Sheikh Isa in Bahrain e contro il campo di Al Azraq in Giordania, dove, secondo i media iraniani, sarebbero stati distrutti diversi caccia e aerei da rifornimento statunitensi.

Lo stallo diplomatico e la crisi umanitaria

L'escalation arriva dopo il fallimento del memorandum d'intesa firmato un mese fa, con entrambe le parti che si accusano reciprocamente di aver violato l'accordo di cessate il fuoco. La Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che le azioni americane hanno dimostrato l'inaffidabilità della firma del presidente Trump, minacciando di infliggere "costi ancora più pesanti" agli Stati Uniti se gli attacchi dovessero continuare.

Le autorità iraniane hanno riferito che negli ultimi tre settimane di scontri, oltre 50 persone sono state uccise e più di 500 ferite a causa dei raid americani, mentre la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran continua a rappresentare una minaccia per le forniture energetiche globali, con il prezzo del petrolio che ha superato la soglia degli 86 dollari al barile.

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