Ebola, negativi i due cooperanti ricoverati al Sacco di Milano
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Redazione Interno
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Ebola torna al centro dell’attenzione sanitaria dopo il ricovero di due cooperanti italiani rientrati dall’Uganda e trasferiti all’ospedale Sacco di Milano con sintomi compatibili con il virus. I test eseguiti nel laboratorio di riferimento della struttura lombarda hanno però escluso l’infezione.
Si tratta di una donna di trentatré anni residente a Lurate Caccivio e di un uomo di trentuno anni residente a Bulgarograsso, entrambi in provincia di Como.
Per tutta la giornata i due casi sono stati monitorati con particolare attenzione, mentre veniva applicato il protocollo previsto dal ministero della Salute per le situazioni sospette legate al virus Ebola. la7 +2
I due cooperanti erano rientrati recentemente dall’Uganda e presentavano febbre, vomito e diarrea, sintomi che hanno fatto scattare immediatamente le verifiche sanitarie. I pazienti sono stati posti in isolamento al Sacco di Milano in attesa dell’esito degli accertamenti virologici.
Solo in serata è arrivata la comunicazione ufficiale dell’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso, che ha confermato la negatività dei test. Gli esami effettuati presso il laboratorio specializzato dell’ospedale hanno escluso non soltanto il virus Ebola, ma anche la malaria e i principali virus respiratori attualmente monitorati. ilsole24ore +2
Il monitoraggio sanitario e le ipotesi valutate dai medici
La gestione dei due casi sospetti ha riacceso l’attenzione sul sistema di sorveglianza sanitaria predisposto per le malattie infettive ad alto rischio. Le procedure previste sono state attivate fin dalle prime ore dopo il ricovero, con controlli specifici e isolamento precauzionale.
Secondo quanto riferito da Bertolaso, tra le ipotesi prese in considerazione dai medici ci sarebbe anche un’infezione da Shigella, mentre proseguono le verifiche cliniche per chiarire l’origine dei sintomi accusati dai due pazienti.
Il virologo Fabrizio Pregliasco ha sottolineato come oggi il sistema di sorveglianza sia molto più efficiente rispetto al passato, grazie a protocolli consolidati e strutture specializzate nella gestione delle emergenze infettive. ilsole24ore +2
L’ospedale Sacco di Milano rappresenta uno dei punti di riferimento nazionali per questo tipo di emergenze e dispone di laboratori dedicati agli accertamenti virologici più delicati. La rapidità con cui sono stati eseguiti i test ha consentito di escludere l’ipotesi Ebola nel giro di poche ore, evitando ulteriori allarmi.
La vicenda ha comunque riportato l’attenzione sull’evoluzione del virus in Africa centrale, dove l’Organizzazione mondiale della sanità continua a monitorare la situazione epidemiologica. ilsole24ore +2
L’allarme Ebola tra Congo e Paesi confinanti
Secondo i dati diffusi dall’Oms, nella Repubblica democratica del Congo e nei Paesi confinanti l’epidemia di Ebola ha già provocato 220 vittime e quasi mille contagi. Il monitoraggio internazionale resta quindi elevato, soprattutto per chi rientra da aree considerate a rischio.
In questo contesto, ogni caso sospetto viene trattato con procedure rigorose, anche quando i sintomi potrebbero essere riconducibili ad altre infezioni. È quanto accaduto anche per i due cooperanti residenti nel Comasco, il cui ricovero aveva fatto scattare immediatamente l’allerta sanitaria. la7 +2
La conferma della negatività dei test ha chiuso una giornata segnata dall’attesa degli esiti clinici e dal monitoraggio costante dei pazienti. I controlli svolti al Sacco hanno escluso la presenza del virus Ebola, mentre restano in corso gli approfondimenti medici per individuare le cause dei sintomi manifestati dai due cooperanti dopo il rientro dall’Uganda. la7 +2




