La Procura di Pavia chiede l’incidente probatorio per Andrea Sempio nel caso Chiara Poggi

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La Procura di Pavia ha deciso di compiere un nuovo passo avanti nelle indagini sulla morte di Chiara Poggi, il cui omicidio risale al 13 agosto 2007 a Garlasco. Dopo la riapertura a sorpresa del caso e l’invio di un avviso di garanzia a Andrea Sempio, accusato di concorso in omicidio, gli inquirenti hanno ora richiesto l’incidente probatorio. Una mossa che segna un’ulteriore accelerazione nelle indagini, mentre Sempio, già al centro delle attenzioni mediatiche, continua a difendersi pubblicamente.

Andrea Sempio, 37enne finito nel mirino degli inquirenti, è intervenuto durante la puntata di Quarto Grado del 21 marzo per ribadire la sua estraneità ai fatti. «Non c’è mai stata una relazione tra me e Chiara Poggi», ha dichiarato, cercando di mettere a tacere le voci che lo vorrebbero coinvolto in una presunta relazione con la vittima. Sempio ha inoltre ricostruito i suoi spostamenti nel giorno del delitto, sostenendo di non avere alcun legame con l’omicidio. «Io non c’entro assolutamente nulla con il fatto», ha aggiunto, sottolineando di non avere «nessun peso sulla coscienza» e di non nascondere alcun segreto.

Il caso, che aveva già portato alla condanna in via definitiva a 16 anni di carcere per l’ex fidanzato di Chiara, Alberto Stasi, è tornato alla ribalta dopo che tracce di Dna riconducibili a Sempio sono state trovate sul corpo della vittima. Una scoperta che ha spinto gli inquirenti a riaprire il fascicolo, nonostante la condanna già esecutiva di Stasi. Sempio, da parte sua, ha ammesso di essere stato «abitualmente» nella casa dove è avvenuto il delitto, ma ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento diretto.

Nel corso dell’intervista, Sempio ha espresso preoccupazione per la sua situazione, definendola «il momento peggiore» della sua vita. «Sono braccato dai media, dai giornali, che mi seguono e fanno appostamenti», ha dichiarato, pur ribadendo di non avere «motivo di scappare o nascondermi». Le sue parole riflettono la pressione mediatica e giudiziaria che sta vivendo, mentre la Procura continua a indagare per chiarire eventuali responsabilità.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.