Andrea Sempio, tra vita da "recluso" e l'incidente probatorio per il delitto Poggi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Garlasco (Pavia) – Andrea Sempio, il 37enne finito nuovamente nel mirino delle indagini per l’omicidio di Chiara Poggi – la ragazza uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli – vive ormai da mesi una condizione di isolamento, lontano dalla sua casa e dagli amici. Lo ha raccontato il padre, Giuseppe Sempio, in un’intervista a Telelombardia: "Andrea non vive più a casa sua, per via di questa storia per cui è indagato". Un’esistenza sospesa, segnata dalle minacce e dalle difficoltà lavorative, che lo ha portato a rifugiarsi dai genitori, cambiando più volte occupazione.

Quella che si sta scrivendo in queste settimane è una pagina cruciale per l’inchiesta, riaperta dopo anni di silenzi giudiziari. L’incidente probatorio, avviato il 17 giugno, potrebbe fornire risposte decisive sui reperti mai analizzati in precedenza, a cominciare dalle 58 impronte rilevate dai Ris nel 2008, quando i carabinieri in tuta bianca fecero irruzione nella casa della vittima, recuperando persino i resti della colazione consumata la mattina del delitto. Tra le fascette para adesive, le vaschette di Fruttolo e la confezione di Estathé, c’è forse la chiave per ricostruire la dinamica di quel giorno.

La consegna dei materiali, custoditi per anni nella caserma di via Moscova a Milano, è avvenuta sotto lo sguardo attento dei consulenti sia della difesa di Sempio sia della famiglia Poggi. Garofano, ex comandante del Ris e ora consulente dei genitori di Chiara, ha difeso il lavoro svolto allora: "Tutto quello che facemmo è stato fatto bene". Ma ora tocca alle nuove analisi, irripetibili, dire se quelle tracce – finora solo catalogate – possano cambiare il corso delle indagini.

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