Garlasco, il tema di Andrea Sempio sul delitto Chiara Poggi: la caccia al documento

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A quasi diciotto anni dalla morte di Chiara Poggi, il caso di Garlasco torna a far discutere. La Procura di Pavia, riaprendo le indagini, ha posto l’attenzione su Andrea Sempio, già indagato nel 2016 e amico della vittima. Sebbene Alberto Stasi, l’ex fidanzato, sia stato condannato in via definitiva e attualmente sconti la pena in semilibertà, nuovi elementi sembrano riaccendere i dubbi. Tra questi, una traccia genetica e alcuni oggetti recuperati nel torrente Tromello, che potrebbero riscrivere la dinamica del delitto.

Ma perché riaprire un processo ormai archiviato? Gli inquirenti ritengono che il movente vada cercato nella cerchia più stretta di Chiara, tra amici e conoscenti. Tra loro c’è anche Alessandro Biasibetti, ex fidanzato di un’avvocata ora difensore di Sempio, la cui vita ha preso una svolta radicale con l’ingresso in convento. Non mancano, poi, ipotesi più inquietanti, come quella che legherebbe il delitto a presunti rituali satanici, avanzata anni fa dall’avvocata Giada Bocellari, ex difensore di Stasi.

La denuncia del 2017, depositata ai carabinieri di via Moscova, parlava di «persone legate al satanismo» e di strani suicidi tra i conoscenti di Sempio. Sebbene queste piste non abbiano mai trovato conferma, la nuova inchiesta potrebbe riportarle alla luce. Intanto, il file ritrovato – un tema scritto dallo stesso Sempio – sembra contenere dettagli che potrebbero rivelarsi decisivi.

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