Borse europee in forte calo, spread Btp-Bund a 91 punti: vendite su banche e Stellantis
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Chiusura di seduta in netto ribasso per le principali Borse europee, appesantite dalle nuove indicazioni arrivate dalle banche centrali sulla politica monetaria e dai timori legati al conflitto in Medio Oriente. L'ultima seduta della settimana coincide con le quattro streghe, la scadenza simultanea di futures e opzioni su indici e singoli titoli, un appuntamento trimestrale che tende a fare salire la volatilità e i volumi di scambio.
Milano in rosso, il Ftse Mib perde l'1,6%
Piazza Affari ha terminato le contrattazioni con un calo dell'1,6%, trascinata al ribasso dal comparto bancario e assicurativo, tra i più pesanti dell'indice. Le vendite non hanno risparmiato Stellantis, mentre STMicroelectronics ha chiuso in controtendenza con un rialzo del 2,3%, sostenuta dalle rassicurazioni del ceo di Nvidia, Jensen Huang, che prevede per il prossimo anno il raddoppio delle vendite di chip grazie agli sviluppi dell'intelligenza artificiale.
Spread Btp-Bund a 91 punti, rendimento del decennale al 4,43%
Sul fronte obbligazionario, il rendimento del Btp decennale è salito al 4,43%, con lo spread rispetto al Bund tedesco attestato a 91 punti base. Il movimento riflette le aspettative degli investitori su una politica monetaria più restrittiva per frenare l'inflazione alimentata dalle tensioni geopolitiche e dai prezzi dell'energia. Anche il rendimento del Treasury americano a dieci anni è tornato al 5%, mentre il Gilt britannico ha raggiunto il 5,31%.
Le altre piazze europee e il quadro valutario
Parigi e Francoforte hanno ceduto l'1,5% circa, Londra ha perso l'1,2%, Madrid l'1,4%. L'euro si è indebolito sul dollaro, scendendo a 1,1463, in un contesto di avversione al rischio che favorisce le valute rifugio. Sul mercato delle materie prime, il petrolio ha continuato a mantenersi sopra quota 100 dollari al barile, con il Wti in rialzo a 102,1 dollari, mentre il gas ad Amsterdam ha registrato una fiammata del 4,5% a 79,8 euro al megawattora per i timori sull'offerta in vista dell'inverno.
Le decisioni delle banche centrali dietro le vendite
A pesare sui listini sono state le recenti decisioni delle principali banche centrali. La Federal Reserve ha alzato i tassi di 25 punti base, la Bank of England ha lasciato i tassi invariati avvertendo però del rischio di un nuovo rialzo se le tensioni geopolitiche dovessero alimentare ulteriormente i prezzi, mentre la Bank of Japan ha portato i tassi all'1,25%, ai massimi da 31 anni. I mercati finanziari prezzano ora tra tre e quattro ulteriori aumenti dei tassi da parte della Bce nei prossimi dodici mesi, oltre ai due già messi in atto.
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