Il nodo André: il presidente del Corinthians blocca la cessione al Milan e i rossoneri valutano il ricorso alla Fifa

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La complicata architettura di una trattativa di calciomercato, specialmente quando coinvolge club sudamericani e la proprietà frammentata dei cartellini dei calciatori, può riservare colpi di scena anche a campionato in corso, e l'affare che doveva portare il giovane centrocampista André al Milan, per un'operazione da 17 milioni di euro, ne è l'ennesima dimostrazione. L'accordo, che sembrava ormai definito in ogni suo aspetto tecnico ed economico, si è improvvisamente arenato di fronte alla volontà contraria di Osmar Stabile, presidente del Corinthians, la cui firma mancante tiene in sospeso il destino del classe 2006 e spinge la dirigenza rossonera a ipotizzare strade legali per sbloccare la situazione.

La firma mancante e l'ira del giocatore

Tutto era stato definito: il Milan aveva trovato l'intesa con la famiglia del giocatore, detentrice del 30% del suo diritto economico, e con lo stesso André, pronto a trasferirsi in Italia e a firmare un contratto quinquennale. L'ostacolo, come spesso accade in queste complesse negoziazioni, è rappresentato dalla quota di maggioranza del cartellino, quel 70% nelle mani del club paulista. Ed è proprio la volontà del massimo dirigente del Corinthians, Osmar Stabile, a rappresentare il veto che tiene in scacco l'operazione, nonostante il dipartimento legale del club brasiliano avesse già avviato le pratiche e scambiato le minute contrattuali con la controparte italiana. Il presidente, stando a quanto riportato da fonti giornalistiche brasiliane come Jorge Nicola e confermato da Globo Esporte, ritiene l'offerta da 15 milioni di euro più 2 di bonus, per il 70% del giocatore, semplicemente troppo bassa per un talento che, a suo giudizio e a quello dell'allenatore Dorival Júnior, avrebbe un valore di mercato ben superiore. Una presa di posizione che ha scatenato il malcontento del calciatore, il quale aveva già rinunciato alla propria percentuale pur di agevolare il suo sbarco a Milanello, e che ora si trova in una sorta di limbo contrattuale, con il trasferimento bloccato a un passo dal traguardo.

Verso un ricorso alla Fifa per inadempienza contrattuale

A questo punto, la dirigenza del Milan si trova costretta a valutare opzioni che vanno al di là del classico tavolo negoziale. Secondo quanto riportato da ESPN e ripreso da diverse testate, l'idea di rivolgersi alla Fifa sta prendendo piede negli uffici di via Aldo Rossi. Il ragionamento che sostiene questa ipotesi si basa sul concetto di "offerta vincolante": i documenti scambiati e firmati da quasi tutte le parti coinvolte, inclusi i legali del Corinthians, rappresenterebbero un impegno formale che obbligherebbe il club brasiliano a rispettare i termini e le condizioni pattuite. Dal punto di vista del Milan, insomma, l'accordo sarebbe già stato perfezionato a livello dirigenziale e legale, e il mancato via libera del presidente Stabile configurerebbe una violazione unilaterale degli impegni presi, aprendo la strada a un contenzioso davanti alla giustizia sportiva internazionale. Il club rossonero, che vede in André un investimento importante per il centrocampo del futuro, sarebbe intenzionato a percorrere questa strada per tutelare i propri interessi e scavalcare l'ostacolo rappresentato dal numero uno del Corinthians.

Le pressioni interne e le difficoltà del club brasiliano

La decisione di Osmar Stabile, che dovrebbe essere ufficializzata nelle prossime ore, non nasce da un vuoto di potere, ma anzi è il frutto di pressioni esterne e valutazioni tecniche che hanno infiammato il dibattito interno al Corinthians. La possibile cessione del giovane centrocampista, rivelatosi uno dei punti di forza della squadra allenata da Dorival Júnior, aveva già sollevato un vespaio di polemiche tra i tifosi, ma è stata la dura presa di posizione dell'allenatore a fare la differenza. Dopo l'eliminazione nel Campionato Paulista, il tecnico ha criticato aspramente l'ipotesi di privarsi di un elemento così importante a stagione in corso, sostenendo che un talento del calibro di André vale molto più di quanto offerto e che non è possibile dover "rifare continuamente la squadra". Una posizione, quella del mister, che ha evidentemente pesato sulla bilancia, spingendo il presidente a rivedere i piani. A rendere la situazione ancora più paradossale è la nota situazione finanziaria del Corinthians, che, come confermato dallo stesso direttore sportivo Marcelo Paz, necessita di plusvalenze per far quadrare i conti, un bisogno che cozza con la volontà del presidente di trattenere il gioiello di casa o quantomeno di spuntare un prezzo più alto.

Un futuro di carte bollate e conferme

Mentre André e il suo entourage sostengono che l'affare sia da considerarsi concluso in virtù delle firme apposte sui documenti, e il Milan minaccia di portare il caso davanti alla Fifa per un'ipotetica violazione contrattuale, il Corinthians, per bocca del suo presidente, si prepara a blindare il giocatore e a rifiutare l'offerta ritenuta inadeguata, forte della convinzione che senza la sua sottoscrizione nessun accordo possa dirsi valido. Una riunione in programma dovrebbe sancire ufficialmente la posizione del club paulista, gettando però le basi per una battaglia legale che potrebbe intrecciare i destini del club rossonero e di quello brasiliano davanti ai collegi arbitrali della Federcalcio internazionale, mentre il campionato di Serie A prosegue e il Milan è chiamato a inseguire l'Inter in testa alla classifica, concentrandosi sul campo e non solo sulle carte bollate.

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