Il nodo André: il presidente del Corinthians blocca la cessione al Milan

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La finestra del calciomercato, quella ufficiale, si è chiusa da settimane, eppure la macchina delle trattative non si ferma mai, lavorando sottotraccia per gettare le basi della sessione estiva; in questo limbo fatto di contatti e bozze di contratto, il Milan si è ritrovato improvvisamente al centro di una telenovela brasiliana che ha per protagonista un diciannovenne, André, centrocampista del Corinthians su cui i rossoneri avevano messo gli occhi da tempo, tanto da spingersi fino a un accordo che sembrava cosa fatta. Perché di un vero e proprio giallo si tratta, visto che nonostante l’intesa raggiunta con il calciatore e, stando a quanto filtra da più parti, con una fetta consistente della dirigenza del club paulista, l’affare si è arenato di colpo di fronte al muro alzato dal presidente Osmar Stabile.

L’operazione, che prevedeva un corrispettivo fisso intorno ai quindici milioni di euro più altri due di bonus, era stata confezionata nei dettagli, con tanto di scambio di documenti e bozze contrattuali che facevano pensare a una fumata bianca imminente. Poi il colpo di scena: il numero uno del Corinthians, forte dei poteri decisionali che gli competono, ha messo il veto, facendo dietrofront e costringendo di fatto la dirigenza a rimangiarsi l’accordo. Una mossa che ha scatenato non poche fibrillazioni, non solo in casa Milan, ma anche all'interno della stessa società brasiliana, dove il direttore esecutivo Marcelo Paz si è trovato nella scomoda posizione di dover gestire un voltafaccia che rischia di minare la credibilità del club sul mercato internazionale. A pesare in modo determinante sulla decisione di Stabile, oltre a una valutazione puramente economica dell’offerta – ritenuta insufficiente per quello che è considerato uno dei gioielli del vivaio –, c'è stata la pressione esercitata dall'allenatore Dorival Junior, il quale, come si legge dalle cronoche brasiliane, ha manifestato tutto il suo disappunto per l'ipotesi di perdere un elemento importante a campionato in corso, costringendolo a rivedere i piani con soli tre giorni per cercare un sostituto. La posizione del tecnico, che punta a costruire un gruppo solido senza doverlo smantellare a stagione iniziata, ha evidentemente trovato ascolto nelle stanze dei bottoni del Corinthians, portando a una brusca frenata che ha colto di sorpresa il Milan.

Un accordo sulla carta e il possibile ricorso alla Fifa

A questo punto la domanda sorge spontanea, e riguarda la natura degli accordi intercorsi: se il Milan aveva già messo nero su bianco l'intesa con il giocatore e con i legali del club, che valore hanno quelle firme? Secondo indiscrezioni raccolte dalla stampa brasiliana e italiana, i documenti scambiati tra le parti sarebbero sostanziali, con tanto di accettazione dei termini economici da parte di rappresentanti del Corinthians autorizzati a farlo, rendendo la marcia indietro del presidente Stabile un atto che potrebbe avere conseguenze legali. La dirigenza rossonera, che già aveva pianificato l'arrivo del giovane in vista della prossima stagione, si trova ora a dover valutare con attenzione le contromisure, e l'ipotesi di un ricorso agli organi competenti, come la Fifa, non è affatto stata accantonata. Certo, costringere un club a cedere un tesserato contro la sua volontà è un'impresa complessa, quasi impossibile, ma l'eventuale azione legale servirebbe quantomeno a far valere le proprie ragioni e a ottenere un risarcimento, se non a esercitare una pressione tale da far riaprire il tavolo.

Le cifre in ballo e la strategia rossonera

Il nodo principale, al di là delle questioni di principio, rimane quello economico: il Milan aveva proposto una base fissa di quindici milioni, che con i bonus avrebbe potuto toccare quota diciassette, ma il presidente del Corinthians ne vorrebbe almeno ventiquattro per la totalità del cartellino, anche se va detto che il club brasiliano possiede solo il settanta per cento del diritto. Una differenza non banale, che spiega la resistenza opposta da Stabile, il quale nel frattempo avrebbe chiesto un confronto diretto con il ragazzo per capire le sue reali intenzioni e il suo desiderio di trasferirsi in Italia. E qui si inserisce un altro tassello della vicenda: la volontà del calciatore, che pare favorevole al trasferimento, ma la cui posizione potrebbe essere decisiva per sbloccare o meno l'impasse, considerato che una sua esplicita richiesta di cessione potrebbe mettere in difficoltà la dirigenza brasiliana. La sensazione, riassumendo i fatti, è che il Milan si trovi di fronte a un bivio: rilanciare l'offerta, andando incontro alle richieste del presidente del Corinthians, oppure mantenere una linea dura, forte degli accordi già intercorsi, rischiando però di perdere il giocatore in un'estenuante battaglia legale. L'impressione, leggendo le cronache che arrivano dal Sudamerica, è che la partita sia tutt'altro che chiusa, e che si giocherà su più tavoli, tra tesserini, procure e clausole contrattuali.

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