Cambio dell’ora: perché quello di marzo pesa di più sull’organismo
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Redazione Interno
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Il cambio dell’ora torna al centro del dibattito sulla salute e sui ritmi biologici con il passaggio all’ora solare previsto nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026. Alle 3:00 le lancette verranno spostate indietro di un’ora, ma secondo il professor Roberto Manfredini questo appuntamento autunnale ha un impatto limitato sull’organismo rispetto al cambiamento primaverile.
Perché il passaggio di marzo è più difficile per il corpo
Ospite della trasmissione The Breakfast Club su Radio Capital, Manfredini, ordinario di Medicina interna all’Università di Ferrara ed esperto di cronobiologia, ha spiegato che il ritorno all’ora solare modifica meno bruscamente il funzionamento dell’organismo perché consente di dormire un’ora in più. Il passaggio opposto, quello che avviene in primavera con l’avanzamento delle lancette, comporta invece la perdita di un’ora di sonno e può creare maggiori difficoltà nell’adattamento dei ritmi quotidiani.
La spiegazione riguarda il rapporto tra luce e orologio biologico. La cronobiologia studia infatti i fenomeni ciclici degli organismi viventi e il modo in cui vengono regolati anche dall’alternanza tra giorno e notte. I ritmi circadiani, cioè i cicli biologici vicini alle 24 ore come quello sonno-veglia, rispondono agli stimoli ambientali e in particolare alla presenza della luce naturale.
La luce del mattino e la proposta dell’ora solare permanente
Durante l’intervento radiofonico è stato affrontato anche il tema della possibile abolizione del doppio orario. Secondo gli studi citati nel dibattito scientifico sulla salute, l’ora solare sarebbe la soluzione più favorevole perché garantisce una maggiore esposizione alla luce nelle prime ore della giornata, un elemento considerato importante per il corretto funzionamento dell’orologio biologico, per il sonno e per l’umore.
La preferenza per l’ora solare permanente viene collegata proprio alla necessità di mantenere più vicino il tempo sociale ai segnali naturali della luce. Le principali organizzazioni scientifiche che si occupano di sonno e cronobiologia hanno indicato questa impostazione come quella più coerente con il funzionamento dei ritmi circadiani, che regolano numerosi processi fisiologici dell’organismo.
Il dibattito politico sul futuro del cambio delle lancette
Il ritorno all’ora solare del 2026 arriva mentre in Italia si è riaperta la discussione sul superamento del cambio stagionale. La Commissione Attività produttive della Camera ha concluso un’indagine conoscitiva sull’ipotesi di mantenere stabilmente un solo sistema orario, registrando una convergenza sull’opportunità di abbandonare l’alternanza tra ora legale e ora solare.
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