L’Ora Legale Torna il 30 Marzo: Gli Effetti Sul Sonno e Le Polemiche Scientifiche
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Redazione Interno
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Nella notte tra sabato 29 e domenica 30 marzo 2025, alle ore 2, le lancette degli orologi verranno spostate avanti di sessanta minuti, segnando l’ingresso ufficiale dell’Italia nell’ora legale. Un cambiamento che, se da un lato regala un’ora in più di luce serale, dall’altro priva milioni di persone di un frammento di riposo, con possibili ripercussioni sul benessere psicofisico. A sottolinearlo sono i medici della Fnomceo, che mettono in guardia contro l’aumento di disturbi del sonno legati a questa transizione, già osservati in passato.
Il meccanismo, in vigore dal 1981 e applicato uniformemente in Europa, mira a ottimizzare il consumo energetico sfruttando la luce naturale, ma le conseguenze sull’organismo non sempre vengono considerate. La privazione di un’ora di sonno, seppur temporanea, può alterare i ritmi circadiani, portando a difficoltà di concentrazione, irritabilità e, in casi estremi, perfino a un incremento del rischio di incidenti stradali. Negli Stati Uniti, dove il passaggio è avvenuto il 9 marzo, un recente sondaggio ha rivelato che il 54% della popolazione sarebbe favorevole all’abolizione del sistema, segno di un malessere diffuso.
La scienza, del resto, non ha ancora trovato una posizione univoca. Se alcuni studi evidenziano i benefici in termini di risparmio energetico – stimato in milioni di kilowattora – altri sottolineano come lo sfasamento del ciclo sonno-veglia possa incidere negativamente sulla salute, soprattutto nei soggetti più fragili. Non a caso, in diversi Paesi si discute da anni sulla possibilità di adottare un orario fisso, eliminando l’alternanza tra legale e solare.




