Diadora, un accordo per trentare la rotta con uscite volontarie e tutele

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La storica azienda di calzature sportive Diadora, che dalla sua sede di Caerano di San Marco ha scritto pagine importanti del made in Italy, ha chiuso una delicata fase di confronto con i sindacati, trovando un punto di equilibrio per ridisegnare la propria struttura organizzativa. L’accordo, sottoscritto con le organizzazioni Femca Cisl Belluno Treviso e Filctem Cgil Treviso, scongiura i licenziamenti collettivi prospettati in precedenza, indirizzando invece la procedura verso un percorso di uscite su base volontaria. Una scelta, questa, che si sostanzia in un piano per la fuoriuscita di 27 lavoratori, su un organico complessivo che ne conta 199, e che mira a coniugare le esigenze di rilancio aziendale con tutele rafforzate per il personale coinvolto.

Le motivazioni di una riorganizzazione

La decisione, presentata come un passaggio necessario per salvaguardare la competitività futura, affonda le radici in una strategia di riposizionamento di mercato. L’azienda, che fa capo alla holding Lir della famiglia Moretti Polegato – la stessa che controlla Geox, protagonista di un analogo percorso di razionalizzazione –, ha infatti avviato una transizione verso prodotti di fascia medio-alta. Questo cambio di pelle, come è stato definito, comporta una naturale revisione delle strutture interne, sebbene il fatturato stimato per il 2025, pur in calo a 146 milioni di euro rispetto ai 158,3 del 2024, non sembri essere il fattore primario della scelta. Piuttosto, si tratta di un adattamento a un nuovo orientamento commerciale, dettato dalle dinamiche globali del settore sportswear.

I contenuti dell’intesa sindacale

Il piano concordato con le rappresentanze dei lavoratori prevede, per chi deciderà di aderirvi, incentivi economici la cui entità è stata negoziata per rendere la proposta concretamente appetibile. Una particolare attenzione, poi, è stata riservata a coloro che si trovano in una fase avanzata della propria carriera lavorativa, per i quali sono state predisposte garanzie che accompagnino il percorso fino al pensionamento. Si tratta di un meccanismo che, nell’evitare il trauma sociale dei licenziamenti, cerca di offrire un ammortizzatore e un riconoscimento a chi ha contribuito alla storia aziendale, mentre l’impresa si prepara ad affrontare l’instabilità dei mercati internazionali con un assetto rinnovato.

Il contesto e le prospettive industriali

La vicenda di Diadora si inserisce in un quadro più ampio di riassetti nel panorama delle imprese venete, mostrando come anche i brand più radicati debbano talvolta operare scelte complesse per mantenersi vitali. La firma di Caerano, dunque, dopo aver sottoposto l’accordo all’assemblea dei dipendenti, procederà con l’attuazione del piano, nella consapevolezza che la sfida della fascia alta richiede non solo un’offerta di prodotto adeguata, ma anche un’organizione snella e mirata. Il percorso scelto, che privilegia la via delle dimissioni volontarie, rappresenta una soluzione negoziale che cerca di bilanciare le ragioni dell’efficienza con il rispetto delle persone, in un momento di transizione strategica.

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