Pamela Genini, uccisa a coltellate dal compagno a Milano

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vita di Pamela Genini, stroncata a soli ventinove anni nella sua casa di Gorla, un quartiere periferico di Milano, raccontava di ambizioni e successi, di un'esistenza vissuta, come si suol dire, "con la valigia in mano". Nata a Strozza, un piccolo comune arroccato sul versante orientale della Valle Imagna, aveva costruito una propria dimensione professionale, dividendo il suo tempo tra il capoluogo meneghino, Montecarlo e Dubai, senza però dimenticare le occasionali ritornate nella natia provincia di Bergamo. Modella, imprenditrice e consulente immobiliare, aveva dato prova del suo estro creativo fondando, insieme all'amica Elisa Borlotti, un brand di bikini di lusso, il cui sito web ne decantava le origini italiane e la passione per il mare.

Le urla durante la partita

La tranquillità di una normale serata di ottobre è stata lacerata da grida disumane, quelle della giovane donna che cercava invano di sfuggire alla furia del suo aggressore. «Stavamo guardando la partita e abbiamo sentito le urla», ha dichiarato un vicino di casa, la cui testimonianza delinea i contorni di una tragedia annunciata che si è consumata sul terrazzino dell'appartamento, sotto lo sguardo impotente di chi, allarmato da quei rumori, non ha potuto far altro che allertare frettolosamente i soccorsi.

L'ultimo gesto disperato

L'uomo accusato del delitto, Gianluca Soncin, di cinquantadue anni e originario di Biella, avrebbe, secondo quanto ricostruito, inferto le coltellate mortali alla compagna in seguito a una lite scoppiata per la decisione di lei di porre fine a una relazione durata circa un anno. Il femminicidio, avvenuto poco prima delle dieci di sera, è stato seguito da un ulteriore atto di violenza: l'uomo, infatti, ha continuato a infierire sul corpo della vittima persino durante l'intervento delle forze dell'ordine, per poi tentare il suicidio in un estremo gesto di disperazione.

Il silenzio dell'accusato

Ricoverato d'urgenza presso l'ospedale Niguarda, dove i medici ne hanno constatato l'assenza di pericolo per la vita, Gianluca Soncin si è successivamente confrontato con l'autorità giudiziaria. Davanti al magistrato, l'uomo ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, lasciando così che fossero le indagini, ancora in corso, a dover ricomporre con precisione la dinamica e le motivazioni di un episodio che ha privato una giovane imprenditrice del suo futuro.

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