Alcaraz supera Norrie e trova Medvedev in semifinale a Indian Wells

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Prosegue il cammino trionfale di Carlos Alcaraz nel deserto californiano. Il numero uno del mondo, e ci riferiamo a un tennista che in questo avvio di 2026 sta letteralmente dettando legge, ha conquistato l’accesso alla semifinale del Masters 1000 di Indian Wells superando nei quarti il britannico Cameron Norrie. Il punteggio finale di 6-3, 6-4, maturato in un’ora e trentatré minuti di gioco, racconta solo in parte le difficoltà incontrate dall’iberico, chiamato a fronteggiare un avversario che, nonostante il divario nel ranking, non gli ha concesso nulla fino all’ultimo scambio. Lo spagnolo, va detto, non ha certo offerto la sua prestazione più brillante, quella a cui ci ha abituati nelle uscite precedenti del torneo, ma ha comunque avuto il merito di alzare il livello nei fr frangenti cruciali dell’incontro, dimostrando una maturità e una solidità mentale che fanno la differenza contro giocatori del calibro di Norrie, un tennista che pure vanta un Titolo qui a Indian Wells, risalente all’edizione del 2021. Il match, va ricordato, rappresentava anche un'occasione di riscatto per Alcaraz, sconfitto proprio dal britannico nello scorso ottobre al Masters 1000 di Parigi, e la determinazione nel non voler ripetere quell'errore è apparsa evidente sin dalle prime battute.

La partita, tra momenti di difficoltà e accelerazioni decisive

Nel primo parziale l'equilibrio è sembrato regnare sovrano fino al quinto gioco, quando lo spagnolo è riuscito a strappare la battuta al suo avversario. Un vantaggio, questo, che sembrava poter indirizzare la set sul binario preferito da Alcaraz, ma Norrie, con grande carattere, ha reagito immediatamente, operando il controbreak e ristabilendo la parità. La reazione del numero uno del mondo, però, è stata quella dei campioni: nuovamente aggressivo in risposta, ha piazzato il secondo allungo che questa volta gli ha consentito di chiudere i conti e aggiudicarsi il primo set per 6-3 in trenta minuti. Nel secondo parziale la musica non è cambiata, quantomeno nell'intensità e nella lotta su ogni pallone. Norrie, con il suo gioco fatto di variazioni e di una difesa asfissiante, è riuscito a strappare subito il servizio ad Alcaraz, portandosi sul 2-0 e facendo pensare a un possibile allungamento della contesa. Il vantaggio, però, è durato lo spazio di un paio di game: lo spagnolo ha alzato il ritmo, ha ricominciato a trovare angoli impossibili con il suo dritto e ha ricucito lo strappo, riportandosi sul 2. Da lì in avanti, nonostante qualche altro momento di incertezza, è stato Alcaraz a prendere in mano le redini del gioco, piazzando il break decisivo nel settimo gioco e andando a servire per il match sul 5. Sul più bello, quando Norrie ha provato l'ultimo disperato assalto trovando tre palle break consecutive, Alcaraz ha estratto dal cilindro i colpi migliori, quelli che solo lui sa produrre, annullando le opportunità e chiudendo i conti con un ace o un vincente, gesti che hanno scatenato l'entusiasmo del pubblico. Con questa vittoria, la sedicesima consecutiva in stagione, Alcaraz mantiene la sua imbattibilità nel 2026 e si prepara ad affrontare una delle sfide più complesse del torneo.

Medvedev pone fine al cammino di Draper e attende Alcaraz

Il prossimo ostacolo sulla strada dello spagnolo sarà il russo Daniil Medvedev, un avversario che conosce bene e che rappresenta sempre un test probante. Medvedev ha ottenuto il pass per le semifinali sconfiggendo il detentore del titolo, il britannico Jack Draper, con il punteggio di 6-1, 7. Una partita, quella tra il russo e Draper, che ha vissuto il suo momento decisivo nel secondo set, quando sul 5-5 e 0-15 per Medvedev, l'arbitro ha assegnato un punto di penalizzazione a Draper per aver disturbato l'avversario alzando le braccia dopo una chiamata di giudice di linea rivelatasi poi errata. Una decisione, presa dopo la revisione video, che ha inevitabilmente condizionato il finale del match, scatenando la protesta del pubblico californiano che non ha risparmiato fischi a Medvedev, reo comunque di aver mantenuto la concentrazione e di aver chiuso l'incontro poco dopo. Per il russo, finalista qui nel 2023 e nel 2024, si tratta di un ritorno al penultimo atto di un torneo dove ha sempre espresso un tennis di altissimo livello, e la semifinale con Alcaraz si preannuncia come una rivincita delle tante battaglie giocate in passato.

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