Draper batte Djokovic e vola ai quarti: il campione in carica elimina Nole a Indian Wells

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’ennesima battaglia notturna sul cemento californiano, quella stessa superficie che per anni ha esaltato le sue gesta, questa volta non ha sorriso a Novak Djokovic. Il fuoriclasse serbo, numero 3 del ranking ATP e cinque volte trionfatore nel deserto, è stato eliminato agli ottavi di finale del Masters 1000 di Indian Wells per mano del campione uscente, quel Jack Draper che nel 2025 aveva alzato il trofeo e che ora, dopo un lungo calvario fisico, sta riscrivendo il proprio presente. L’incontro, risoltosi al termine di due ore e trentacinque minuti di gioco con il punteggio di 4-6, 6-4, 7-6 (7/5) per il britannico, ha offerto uno spettacolo teso ed equilibrato, dove l’equilibrio regnava sovrano tanto che i punti totali vinti dal serbo (99) e da Draper (98) raccontano meglio di qualsiasi analisi la sostanziale parità della contesa.

Il peso del passato e la fatica del presente

Non era, quella di Djokovic, una condizione fisica perfetta, e del resto lo stesso serbo nei giorni precedenti aveva ammesso di convivere con un fastidio all’avambraccio, un dolore “strano” e “fastidioso” che lo accompagnava ormai da qualche settimana, acuendosi nei momenti di pausa prolungata dal servizio. Un problema, questo, che certamente non agevola un tennista chiamato a esprimersi al massimo contro un avversario che, nonostante gli otto mesi di stop per una contusione ossea al braccio sinistro, sta ritrovando colpi e fiducia. Il primo set, vinto da Djokovic per 6-4 con un break decisivo nel decimo gioco, sembrava poter indirizzare il match sui binari consueti, quelli di una gestione dell’inerzia che Nole ha spesso fatto propria. Eppure, Draper non si è scomposto, mostrando una solidità mentale che in passato forse gli era mancata.

La rimonta del leone britannico

Nel secondo parziale, l’atteggiamento del britannico è cambiato radicalmente. Con un break immediato in avvio, ha mandato un segnale chiaro al suo illustre avversario, e pur subendo il contro-break, ha continuato a spingere con il dritto e a cercare variazioni di ritmo che hanno messo in difficoltà la risposta di Djokovic. Draper ha ritrovato quella profondità di palla che gli aveva permesso di dominare il torneo l’anno precedente, e alla fine ha chiuso 6-4, trascinando la partita al set decisivo. Lì, nel terzo set, la fatica ha cominciato a farsi sentire sulle gambe di entrambi, ma l’intensità non è mai calata. Il break iniziale di Draper è stato prontamente neutralizzato da Djokovic proprio quando il britannico serviva per il match sul 5-4, un momento di tensione che avrebbe potuto spezzare le reni a molti. Invece, Draper ha retto, e nel tie-break successivo è stato più lucido e più coraggioso, gestendo meglio i punti cruciali e chiudendo 7-5 al primo match point disponibile, dopo un errore di rovescio del serbo.

L'ammirazione del vincitore e il prossimo ostacolo

Al termine dell’incontro, Draper non ha nascosto l’emozione per aver superato colui che considera il più forte di sempre, un campione che ha ammirato fin dall’infanzia e contro il quale aveva perso all’unico precedente di Wimbledon. La soddisfazione, però, è stata misurata e consapevole: il torneo per lui non finisce qui. La vittoria gli ha regalato l’accesso ai quarti di finale, dove lo attende Daniil Medvedev, che ha eliminato in due set Alex Michelsen. Il russo, forte degli otto successi consecutivi tra Dubai e Indian Wells, rappresenta un test durissimo per le residue energie del britannico, chiamato a scendere in campo a distanza di poche ore da questa maratona. Per Djokovic, invece, l’astinenza in California si prolunga: dal suo ultimo trionfo nel 2016, non è mai più riuscito a superare questo stadio della competizione, un dato statistico che conferma quanto sia complesso, anche per un fuoriclasse senza tempo, dominare sempre e comunque.

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