Il punto, il Var e la stretta di mano: Medvedev elimina Draper tra le polemiche a Indian Wells
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Redazione Sport
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La notte californiana del Masters 1000 di Indian Wells, teatro fino a quel momento di battaglie sportive ad alta intensità, ha visto materializzarsi l'ennesimo, controverso capitolo legato all'utilizzo della tecnologia in campo. Nel quarto di finale che ha messo di fronte il russo Daniil Medvedev e il britannico Jack Draper, fresco campione uscente e reduce da uno sforzo titanico contro Novak Djokovic, non è stato tanto il punteggio finale di 6-1 7-5 a far discutere, quanto piuttosto un episodio avvenuto nel cuore del secondo set, un frangente che ha diviso la critica e infiammato il pubblico del deserto.
La genesi dell'incidente: una reazione istintiva e un ricorso decisivo
Tutto è accaduto sul punteggio di 5-5 nel secondo parziale, con Draper al servizio e sotto di 0. Durante lo scambio, una palla di Medvedev atterra vicinissima alla riga di fondocampo, tanto da indurre il tennista britannico a un gesto istintivo: l'allargamento delle braccia, un moto di stizza o di sorpresa per quella che forse gli era sembrata una palla fuori. Il punto, però, è proseguito ininterrottamente per altri sette colpi, finché Medvedev non ha commesso l'errore, mandando il suo rovescio in rete e consegnando di fatto il 15-15 a Draper.
È a questo punto che si è inserita la mossa del russo. Invece di accettare il punto perso, Medvedev si è avvicinato alla sedia dell'arbitro, la francese Aurélie Tourte, per chiedere delucidazioni. La sua tesi era che il gesto di Draper, quella sbracciata, lo avesse in qualche modo disturbato durante lo svolgimento dell'azione, togliendogli concentrazione e pregiudicando la qualità del suo colpo successivo. Inizialmente il dialogo verteva su come comportarsi in simili circostanze, ma l'arbitro ha aperto uno spiraglio proponendo la revisione video, una sorta di Var tennistico orami in uso nel torneo. Medvedev ha accettato, e le immagini hanno portato la giudice di sedia a una decisione che avrebbe cambiato l'inerzia del match: la chiamata di hindrance, l'ostruzione, con l'assegnazione del punto direttamente al russo e il conseguente 0-30 per Draper.
Le ragioni della discordia: involontarietà e tempistica
La decisione, accolta da una sonora bordata di fischi dal pubblico dello Stadium 2, ha riacceso il dibattito su un regolamento che distingue tra ostruzione volontaria e involontaria. Nel caso in cui il gesto sia involontario, la norma prevedrebbe la ripetizione del punto; assegnandolo invece a Medvedev, l'arbitro Tourte ha di fatto optato per l'interpretazione più severa, ritenendo il movimento di Draper "qualcosa di diverso da ciò che si farebbe normalmente". Il britannico, comprensibilmente, non l'ha presa bene. La sua difesa si basava su un elemento logico: se il suo gesto avesse davvero infastidito Medvedev, sosteneva Draper, il russo avrebbe dovuto sbagliare il colpo immediatamente successivo, e invece lo scambio è proseguito per diverse battute. "Ho giocato due colpi dopo quel gesto", ha protestato con calma davanti all'arbitro, ma il suo ragionamento non ha scalfito la decisione presa.
A fine partita, durante la classica stretta di mano a rete, i due giocatori hanno avuto modo di chiarirsi, con un dialogo che ha restituito dignità a una serata tesa. "Se sei arrabbiato con me, mi dispiace", ha esordito Medvedev, ricevendo una risposta pacata ma ferma da Draper. Il britannico ha riconosciuto la superiorità del russo nell'economia generale del match – "Mi hai battuto meritatamente" – ma ha ribadito il suo pensiero: "Non credo che il mio gesto ti abbia distratto abbastanza". Parole, queste, a cui ha fatto eco la stessa ammissione del russo in conferenza stampa, laddove ha dichiarato di non sentirsi "particolarmente bene" per l'accaduto, pur ribadendo di non aver barato e di aver semplicemente dato mandato all'arbitro di decidere, accettandone il verdetto.
Una vittoria che lascia l'amaro in bocca
Al di là della polemica, il tabellone dice che Daniil Medvedev vola in semifinale, dove troverà Carlos Alcaraz, capace di avere la meglio su Cameron Norrie in due set. Per Draper, invece, si chiude anzitempo la difesa del Titolo conquistato l'anno precedente, un'eliminazione che porta con sé il peso specifico di un episodio arbitrale che molti, compreso il diretto interessato, hanno giudicato quantomeno severo. Il russo, dal canto suo, ha avuto il merito di non trincerarsi dietro la norma, mostrando anzi una certa empatia verso un avversario giovane e sfortunato. Ma la sostanza non cambia: grazie a quel punto concesso a tavolino, Medvedev ha strappato il servizio a Draper e chiuso i conti sul 7-5, lasciando che a parlare, nel bene e nel male, fosse ancora una volta il verdetto del campo, seppur arrivato per via mediata da un monitor e da una chiamata che continuerà a far discutere per giorni.




