Novak Djokovic supera Kovacevic e un problema al braccio: a Indian Wells ora c'è Draper

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il cammino di Novak Djokovic nel deserto californiano prosegue, ma non senza aver lasciato per strada qualche ombra, per non parlare di un fastidio fisico che accompagna il serbo in queste ultime settimane. Il numero tre del mondo, per la precisione, ha conquistato l’accesso agli ottavi di finale del Masters 1000 di Indian Wells, un traguardo che non raggiungeva dal lontano 2017, imponendosi sullo statunitense Aleksandar Kovacevic con il punteggio di 6-4, 1-6, 6-4 in due ore e due minuti di gioco. Un risultato, questo, che gli ha permesso di mettere in cascina l’ennesimo record della sua smisurata carriera: si tratta, difatti, del quattrocentoventesimo successo in un torneo di questa categoria, nonché della centotredicesima volta che Djokovic approda al quarto turno di un Masters 1000, superando così in questa speciale classifica Rafael Nadar, fermo a quota centododici.

La partita contro Kovacevic, dal canto suo, ha offerto lo spaccato di un Djokovic duplice, per certi versi irriconoscibile nella frazione centrale dell’incontro. Dopo essersi aggiudicato il primo set sfruttando l’unica palla break avuta a disposizione, approfittando anche di un avversario, come lo stesso serbo ha ammesso a fine partita, capace di esprimere un tennis di altissimo livello al servizio, il campione serbo ha letteralmente smarrito la bussola nel secondo parziale. Kovacevic, americano con origini serbe e forte di un rovescio a una mano che Djokovic ha definito “raro e talentuoso”, ha letteralmente travolto l’idolo di casa, imponendosi per 6-1 e portando il match al terzo set. Nell’ultimo e decisivo parziale, tuttavia, è emersa la solidità mentale che contraddistingue il ventiquattro volte campione Slam: nessuna palla break concessa fino al decisivo nono gioco, quando Djokovic ha piazzato lo strappo decisivo che gli ha consegnato la partita.

Se il punteggio finale potrebbe far pensare a una gestione ordinaria della pratica, le dichiarazioni del diretto interessato al termine del match hanno acceso un campanello d’allarme non di poco conto. Djokovic, intervistato da ‘Tennis Channel’, ha rivelato di convivere da qualche settimana con un dolore all’avambraccio destro, un problema che lo accompagna e che, a suo dire, si manifesta in maniera piuttosto insolita. “Più servo, meglio mi sento — ha spiegato il serbo — ma il dolore va e viene quando il braccio si raffredda. Se sto cinque o sei minuti senza servire, nei primi due servizi del game successivo sento dolore. Ci sto lavorando, spero migliori giorno dopo giorno”. Un’ammissione, questa, che getta una luce diversa sulla prestazione altalenante offerta contro Kovacevic, e che apre inevitabilmente piú d’un interrogativo in vista del prosieguo del torneo.

Il prossimo ostacolo, per Djokovic, si materializza nella figura di Jack Draper, campione in carica del torneo e numero quattordici del ranking mondiale. Il britannico, che ha superato in due set l’argentino Francisco Cerúndolo, rappresenta un avversario tutt’altro che agevole, forte anche del fatto di avere già sollevato il trofeo in quel di Indian Wells lo scorso anno. L’unico precedente tra i due, peraltro, risale al primo turno di Wimbledon nel 2021 e vide il serbo imporsi in quattro set, ma da allora Draper è cresciuto in maniera esponenziale. Djokovic, dal canto suo, pur consapevole del fastidio al braccio e della necessità di gestirlo, ha elogiato le qualità del suo prossimo rivale, sottolineando come sia proprio la sfida contro i giovani a motivarlo e a spingerlo a cercare continui miglioramenti. Una sfida, quella degli ottavi, che si preannuncia come un banco di prova probante per testare non solo la tenuta fisica, ma anche la capacità di adattamento di un giocatore che ha fatto dell’intelligenza tattica la sua arma migliore.

Numeri da record e l’elogio della completezza

Al di là delle preoccupazioni fisiche e delle insidie del tabellone, il passaggio del turno a Indian Wells ha consentito a Djokovic di aggiungere un’altra pietra miliare alla sua già leggendaria carriera. Superare il terzo round, come accennato, gli ha garantito il primato di presenze agli ottavi nei Masters 1000, un record che fino a ieri apparteneva a Nadal. In conferenza stampa, il serbo ha voluto soffermarsi proprio su cosa significhi possedere una tale intelligenza tennistica, sottolineando come questa derivi da un approccio globale e meticoloso alla professione. “La capacità di adattamento — ha spiegato Djokovic — è frutto di ciò che fai prima di arrivare in partita, di quanto seriamente affronti la vita di tutti i giorni. Quando hai molti colpi nel tuo arsenale, trovare soluzioni diventa piú semplice. Devi avere un piano C, D, E, se i primi due non funzionano”. Parole, queste, che tratteggiano la figura di un atleta ancora profondamente immerso nella ricerca della perfezione tecnica, nonostante l’età e i piccoli acciacchi fisici che iniziano a farsi sentire.

Keywords: Novak Djokovic, Indian Wells, Masters 1000, Aleksandar Kovacevic, Jack Draper, dolore braccio, record, ottavi di finale description: Novak Djokovic batte Kovacevic in tre set e torna agli ottavi a Indian Wells dopo nove anni. Il serbo lamenta un dolore al braccio e ora sfiderà il campione in carica Draper.

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