La Fiat Panda 4x4 torna in veste elettrificata, tra eredità e innovazione
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Redazione Economia
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Quella che fu un’icona degli anni ’80, capace di scalare sterrati e conquistare gli italiani con la sua essenzialità robusta, sta per scrivere un nuovo capitolo. La Fiat Panda 4x4, lanciata nel 1983 e diventata leggenda per la sua versatilità, si prepara a rinascere in una veste inedita, dove l’elettrificazione dialoga con lo spirito avventuroso che l’ha resa celebre. Il concept, svelato durante i test della versione Hybrid, non è una semplice riedizione nostalgica, ma un’evoluzione che fonde tradizione e tecnologia, senza tradire l’anima originale.
Se il prototipo anticipa la direzione del marchio torinese, la Panda Hybrid – già sul mercato – ne rappresenta il primo passo concreto. Spinta da un motore 1.2 tre cilindri benzina da 110 cavalli abbinato a un sistema ibrido “T-Gen3”, la vettura unisce una batteria agli ioni di litio da 48 V, un cambio automatico a sei marce e un motore elettrico da 21 kW. Pur trattandosi di una mild hybrid potenziata, la Panda può muoversi in modalità completamente elettrica a basse velocità, coprendo fino a un chilometro senza consumare benzina, purché si resti sotto i 30 km/h.
L’obiettivo dichiarato è democratizzare l’elettrificazione, mantenendo accessibilità e carattere. Un approccio che, nel caso della futura 4x4, significherà probabilmente adattare la trazione integrale alle esigenze moderne, senza rinunciare a quella capacità fuoristrada che ne fece un simbolo. Resta da vedere come Fiat bilancerà l’eredità meccanica con le sfide della transizione ecologica, ma il messaggio è chiaro: la Panda, in qualsiasi forma, non è pronta a diventare un reperto da museo




