La nuova Fiat 500 ibrida, tra eredità e innovazione: produzione a Mirafiori da novembre
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Redazione Economia
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Torino si prepara a scrivere un nuovo capitolo nella storia della Fiat 500, modello che, dal lontano 1957, ha saputo reinventarsi più volte senza perdere il suo fascino. Stavolta, però, la sfida è più complessa: trasformare l’iconica citycar in un’ibrida, partendo dalla versione elettrica lanciata nel 2020 e adattandola a un motore endotermico. La scelta, annunciata da Olivier François, numero uno globale del brand, punta a rilanciare lo stabilimento di Mirafiori, dove la produzione inizierà a novembre con l’obiettivo di raggiungere le 100 mila unità l’anno.
Il cuore della nuova 500 ibrida sarà il motore FireFly da 1.000 cm³ e 70 cavalli, già collaudato su modelli come la Lancia Y e la Fiat Panda, abbinato a un cambio manuale a sei marce. Una soluzione “mild hybrid” a 12 volt, diversa dal più potente sistema a 48 volt utilizzato da altri marchi del gruppo Stellantis, ma inevitabile data la compattezza dell’auto. «Abbiamo scelto ciò che meglio si adatta alle dimensioni della 500», ha spiegato François, sottolineando come la scelta tecnologica risponda a esigenze di spazio ed efficienza.
La mossa arriva in un momento cruciale per la 500 elettrica, che fatica a mantenere il passo in un mercato sempre più competitivo. Sebbene l’elettrificazione sia stata accolta come una svolta epocale, i numeri delle vendite hanno costretto la casa torinese a ripensare la strategia. L’ibrido, in questo senso, rappresenta una via di mezzo: meno radicale dell’elettrico puro, ma più accessibile e familiare per un pubblico ancora diffidente verso la mobilità a zero emissioni.




