Fondo italiano per la scienza, un milione e mezzo arriva in Umbria per la ricerca sui sensori

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Dal ministero dell'Università e della Ricerca giunge una significativa boccata d'ossigeno per il sistema della conoscenza umbro, che si è aggiudicato una quota del terzo bando del Fondo italiano per la scienza. L'importo, pari a 1,5 milioni di euro, è destinato a sostenere un progetto di ricerca di base classificato come Advanced Grant, riservato cioè a scienziati di comprovata esperienza, e afferente all'Università degli Studi di Perugia. Il finanziamento, che si inserisce in un programma nazionale volto a promuovere le attività più innovative, rappresenta un riconoscimento per il lavoro del Dipartimento di Ingegneria dell'ateneo, il cui progetto è stato selezionato in una competizione nazionale particolarmente agguerrita.

Una selezione severa a livello nazionale

Il ministero, come riferito in una nota, ha infatti esaminato un numero elevatissimo di proposte, oltre 5.000, provenienti da istituzioni universitarie e di ricerca di tutto il Paese, selezionandone solo 326 ritenute meritevoli di investimento. L'operazione, nel suo complesso, mobilita risorse per oltre 432 milioni di euro, segnando un incremento considerevole rispetto alla tornata precedente del fondo. A farla da padrone, in questa distribuzione di risorse, sono stati i progetti ascrivibili all'ampio settore delle Scienze fisiche e dell'Ingegneria, categoria nella quale rientra anche l'iniziativa umbra che si è aggiudicata il finanziamento.

Il focus tecnologico del progetto umbro

Il campo di applicazione della ricerca che beneficerà dei fondi è quello dei sensori, dispositivi ormai ubiquitari nella tecnologia quotidiana e industriale. Si parla, per intendersi, di quelli che rilevano temperatura, posizione o velocità, componenti fondamentali installati persino nei comuni cellulari. Lo sviluppo in questo ambito, che spazia dalla microelettronica alla scienza dei materiali, presuppone studi di base di alto profilo, i quali, sebbene non sempre immediatamente applicativi, pongono le basi per innovazioni future. L'assegnazione del grant garantisce quindi continuità a linee di indagine che richiedono stabilità e mezzi adeguati.

Il panorama italiano e il primato di Roma

La ripartizione geografica dei 432 milioni stanziati ha visto un'accelerazione particolarmente marcata per gli atenei della capitale, i quali hanno consolidato una posizione di leadership assorbendo una fetta rilevante delle risorse totali. Ciò non toglie che il bando, per sua natura, abbia voluto sostenere la ricerca su tutto il territorio nazionale, come dimostra il risultato ottenuto dall'Umbria. L'erogazione dei fondi, del resto, segue un iter preciso e si basa sulla valutazione del merito scientifico dei singoli progetti presentati, indipendentemente dalla dimensione o dalla collocazione geografica dell'istituzione proponente.

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