Ricordo di Andrea Camilleri nel giorno del suo centenario
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Oggi, 6 settembre, Andrea Camilleri, nato a Porto Empedocle nel 1925, avrebbe compiuto cento anni. Una ricorrenza che offre lo spunto per ripercorrere la vita di una delle figure più poliedriche e significative della cultura italiana del Novecento, la cui eredità artistica continua a vivere attraverso le sue opere. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha definito "un autore poliedrico che ha offerto un contributo significativo nei molteplici ambiti in cui ha operato", sottolineando come i suoi lavori siano destinati a rimanere "fonte di ispirazione per generazioni di lettori e di scrittori".
Tra i molti che oggi lo ricordano, l’attore Luca Zingaretti, interprete televisivo del commissario Montalbano, ha espresso il suo personale senso di mancanza. "Di lui mi mancano tre cose", ha affermato, evidenziando in particolare i libri che Camilleri non ha potuto scrivere, "così divertenti e così profondi". Zingaretti ha aggiunto che gli mancano "soprattutto quelli dedicati a Salvo Montalbano", che gli permettevano di ritrovare "quel mio vecchio amico di Vigata", e ha infine osservato come lo scrittore siciliano, nonostante il successo planetario, resti "un autore ancora da scoprire pienamente".
Proprio per approfondire la conoscenza dell’uomo oltre che dell’artista, Rai1 ha trasmesso il documentario "Camilleri 100", un viaggio intimo nella sua vita e nella sua produzione. Attraverso un meticoloso lavoro di recupero di immagini d’archivio e interviste inedite a chi lo ha conosciuto da vicino, il ritratto che ne è emerso ha messo in luce i suoi molteplici volti: l’amore viscerale per la sua terra, la Sicilia, la dedizione totale alla scrittura e quel legame indissolubile con il teatro che ha segnato i suoi esordi.




