Centenario di Andrea Camilleri, il maestro che conquistò il mondo con Montalbano
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Sei settembre 1925: a Porto Empedocle nasceva Andrea Camilleri, una delle figure più poliedriche e amate della cultura italiana del Novecento, che – come spesso accade ai grandi autori – seppe coniugare un’altissima levatura intellettuale con una rara capacità di parlare al grande pubblico. La sua produzione, sterminata e variegata, spazia dalla narrativa al teatro, dalla regia alla saggia, ma è indissolubilmente legata al personaggio che gli ha garantito fama internazionale, il commissario Salvo Montalbano, le cui indagini, ambientate in una Vigàta di pura invenzione ma visceralmente siciliana, hanno superato i confini nazionali per approdare in decine di paesi.
La sua vita professionale, che affonda le radici nella formazione all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico di Roma, fu un continuo oscillare tra i palcoscenici, dove mise in scena testi di Beckett e Ionesco, e i set televisivi, per i quali curò sceneggiature di programmi cult come il "Tenente Sheridan" con Ubaldo Lay. Una carriera, la sua, che esplose letterariamente in età matura – il primo romanzo della serie Montalbano, "La forma dell’acqua", è del 1994 – dimostrando come il successo non conosca età e come il suo genio narrativo, intriso di umorismo e di una critica sociale pungente, avesse semplicemente atteso il momento giusto per rivelarsi in tutta la sua potenza.
Accanto a lui, in un sodalizio durato una vita intera, camminava Rosetta Dello Siesto, sua moglie dal 1957, compagna discreta e primo, indispensabile lettore di ogni sua pagina. "Non c’è rigo che io abbia pubblicato che non sia stato prima letto da lei", amava ripetere lo scrittore, attribuendo a quel filtro domestico e affettuoso un valore inestimabile. Un legame, il loro, forte e privato, lontano dai riflettori, che ha resistito a decenni di impegni, successi e alle inevitabili battaglie civili che Camilleri, da uomo di sinistra e sempre attento alle fragilità, non ha mai smesso di combattere attraverso le sue opere.




