Israele stringe l'assedio su Gaza City mentre la Cisgiordania trema

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’esercito israeliano consolida il proprio accerchiamento di Gaza City, preparando il terreno per un’offensiva di vasta portata il cui avvio è previsto entro un arco di due settimane. Le operazioni, che includono l’avanzata dei corazzati nel quartiere di Sabra, a ridosso del centro cittadino, sono definite dall’Idf come preparatorie alla conquista totale dell’area, obiettivo primario della campagna militare. Parallelamente, la tensione vive un’impennata in Cisgiordania, dove l’Autorità Nazionale Palestinese accusa Israele di perseguire una politica sistematica finalizzata all’espulsione dei residenti dalle loro terre, una dinamica – affermano da Ramallah – non dissimile da quella in atto nell’intera Striscia.

In un contesto già saturo di violenza, il conflitto registra episodi che travalicano i confini di Gaza. L’Idf ha condotto raid sulla capitale yemenita, San’a, una risposta ai lanci di razzi e droni operati dagli Houthi nei giorni scorsi. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha nel frattempo innalzato il tono delle minacce, avvertendo di una prossima e totale distruzione qualora Hamas rifiutasse le condizioni di Tel Aviv per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.

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