Lindsey Vonn, la sorella elogia i medici di Treviso e scatta la polemica: "E se un uomo facesse lo stesso con le infermiere?"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il calvario di Lindsey Vonn, la campionessa di sci statunitense caduta rovinosamente durante la discesa delle Olimpiadi di Milano Cortina, prosegue tra interminabili sedute operatorie e una riabilitazione che si annuncia quanto mai complessa. Dopo i quattro interventi subiti all'ospedale Ca’ Foncello di Treviso, la 41enne è rientrata negli Stati Uniti dove, come ha raccontato lei stessa ai follower, è stata sottoposta a una quinta operazione durata oltre sei ore. «Ci sono volute molte placche e viti per rimettere insieme tutto», ha dichiarato la sciatrice in un video che la ritrae nel letto d'ospedale, stringendo un peluche e mostrando al mondo intero, con la dignità e la grinta che da sempre la contraddistinguono, le radiografie della sua gamba martoriata. Il dolore, lo ha ammesso, è difficile da gestire, ma la speranza è quella di poter lasciare presto il nosocomio per continuare la convalescenza lontano dai monitor e dal sibilo dei macchinari -1-4.

Ma mentre la campionessa lotta contro il tempo e le complicanze post-operatorie, una storia parallela, e decisamente più leggera, conquistava l'attenzione del web. A scriverla è stata la sorella, Karin Kildow, che durante la lunga degenza di Lindsey a Treviso non ha perso il suo spirito ironico. Con un video diventato virale, Karin ha voluto ringraziare pubblicamente i medici e gli infermieri che si sono presi cura della sorella, definendoli premurosi e gentili, ma aggiungendo un commento che ha scatenato l'immaginazione dei social: «Cancellate le app di incontri e andate in un ospedale italiano», la sua battuta, accompagnata dalle note di This will be (An everlasting love) di Natalie Cole, condivisa con i suoi 70mila follower -2-6-10.

L'elogio, seppur scherzoso, del personale sanitario della Marca, immortalato tra le corsie di quella che per la Vonn è stata una terapia intensiva, ha fatto il giro del mondo in poche ore, totalizzando milioni di visualizzazioni. Tuttavia, come spesso accade in questi casi, non sono mancate le voci fuori dal coro. Tra i tanti commenti divertiti – c’è persino chi ha ammesso di non aver mai desiderato così tanto di rompersi una gamba – ne è spuntato uno che ha posto una domanda scomoda, sollevando un tema non proprio secondario. «E se si fosse trattato di un uomo che riprende le dottoresse?», ha scritto un utente, mettendo il dito nella piaga di un dibattito che incrocia il rispetto della privacy, la deontologia e la disparità di genere -2.

Una domanda, questa, che aleggiava inevitabilmente sulla vicenda e che è rimasta lì, sospesa, senza trovare una risposta né un vero e proprio seguito nella discussione pubblica. Il fascino dei medici in camice, celebrato con toni da commedia sentimentale, ha funzionato. Ma la riflessione implicita in quel commento solitario riportava alla realtà: cosa sarebbe successo se i ruoli fossero stati invertiti? La risposta, probabilmente, è rimasta chiusa nelle stanze dell'ospedale, dove il personale, dal canto suo, ha continuato a lavorare senza troppo badare ai riflettori accesi dai social.

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