Jet hr e tundr, la scommessa sui fringe benefit per tagliare la burocrazia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Nel panorama della gestione del personale in Italia, dove la complessità normativa rappresenta spesso un freno alla competitività, Jet Hr prova a cambiare le regole del gioco con un nuovo modulo sviluppato in partnership con Tundr, startup attiva nel settore del welfare aziendale. L’obiettivo, dichiarato, è quello di semplificare l’accesso ai fringe benefit: uno strumento fiscalmente vantaggioso che, nonostante la sua convenienza sulla carta, fatica ancora a decollare nelle strategie retributive delle imprese. La convenienza, va detto, è oggettivamente notevole se si analizza il meccanismo di tassazione; erogare mille euro come bonus in busta paga costa all’azienda circa 1.400 euro, mentre al lavoratore ne arrivano appena 600 netti, uno scarto che rende evidente il peso del cuneo fiscale. Al contrario, utilizzando il medesimo importo come fringe benefit, il dipendente riceve l’intero valore senza perdite, e l’azienda beneficia di una deduzione integrale purché si rimanga entro i limiti imposti dalla normativa, attualmente fissati in mille euro per i lavoratori senza figli e duemila per quelli con figli a carico.

La produttività come effetto collaterale del welfare

Se il risparmio fiscale rappresenta la leva principale per le aziende, gli effetti sull’organizzazione interna sembrano andare ben oltre il mero aspetto economico. I dati raccolti dall’Osservatorio Luiss-Edenred, incrociati con le analisi di mercato, suggeriscono una correlazione significativa: nelle imprese che adottano piani di welfare strutturati, la produttività cresce fino al 30% in più rispetto a quelle che non ne dispongono. Un dato, quest’ultimo, che trova riscontro nelle esperienze dirette di realtà che hanno già integrato soluzioni digitali nella gestione delle risorse umane; la stessa Boston Consulting Group, attraverso la voce di Monia Martini (People & HR Operations Executive Director), ha più volte evidenziato come la chiarezza sugli strumenti a disposizione incida direttamente sul benessere percepito dai dipendenti, trasformando un costo apparente in un investimento sulla retention. Jet Hr, che già gestisce le complessità amministrative per oltre 1.200 imprese italiane, punta quindi a spostare l’attenzione dalla pura compliance alla creazione di valore tangibile, sfruttando l’integrazione con Tundr per azzerare quella burocrazia che, fino a oggi, ha rappresentato il principale ostacolo all’adozione di questi strumenti.

L’evoluzione normativa fa da sfondo all’operazione

La tempistica di questa operazione commerciale non è affatto casuale, inserendosi in un contesto legislativo che, con la Legge di Bilancio 2026, ha dato nuovo slancio alla retribuzione in natura. La conferma delle soglie di esenzione per il triennio 2025-2027 ha infatti fornito alle imprese un orizzonte temporale certo, elemento essenziale per pianificare politiche retributive a medio termine. Le novità non si limitano ai fringe benefit tradizionali: l’incremento della soglia di esenzione per i buoni pasto elettronici, saliti da 8 a 10 euro giornalieri, e l’introduzione di un’imposta sostitutiva agevolata per alcune tipologie di maggiorazioni retributive rappresentano ulteriori tessere di un mosaico che disegna un nuovo rapporto tra fisco e benessere aziendale. La scelta di Jet Hr di integrare un modulo dedicato esclusivamente a questo tema risponde quindi all’esigenza di trasformare le complessità normative – come la gestione della documentazione per il rimborso delle utenze domestiche o per il calcolo dei limiti di spesa – in processi fluidi e automatici, riducendo drasticamente il margine di errore per gli uffici paghe.

Un “sistema operativo” in continua espansione

L’integrazione con Tundr rappresenta solo l’ultimo tassello di una roadmap di sviluppo che il fondatore Marco Ogliengo ha definito “serrata” già nei mesi scorsi, quando l’azienda aveva annunciato un round di finanziamento da 25 milioni di euro per potenziare la propria infrastruttura tecnologica. L’ambizione, dichiarata fin dalla nascita della scaleup, è quella di costruire un vero e proprio “sistema operativo” per le piccole e medie imprese italiane, un luogo unico dove confluiscono non solo gli adempimenti retributivi e contributivi, ma anche la gestione dei benefit, della compliance e della finanza aziendale. La partnership con Tundr, specializzata in welfare aziendale, consente di bypassare uno dei principali scogli operativi: la frammentazione dell’offerta. Spesso, infatti, le aziende si trovano a dover gestire piattaforme separate per i buoni pasto, la sanità integrativa e i fringe benefit, con un conseguente aumento del carico amministrativo. La nuova soluzione promette, invece, di centralizzare tutto in un’unica interfaccia, permettendo ai datori di lavoro di erogare i benefit con la stessa semplicità con cui gestiscono un normale stipendio. Un approccio, questo, che mira a normalizzare l’uso di strumenti che, sebbene previsti dalla legge da anni, hanno sempre sofferto di una sottoutilizzazione legata proprio alla loro complessità gestionale.

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