Maldini e Pirlo sotto assedio: il dt tira dritto, mentre Malagò tiene aperta la porta a Mancini
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Redazione Sport
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Contro la candidatura di Andrea Pirlo a commissario tecnico della Nazionale, scrive Franco Ordine su Il Giornale, è iniziato un vero e proprio "fuoco di sbarramento": media e social eccepiscono, esprimono dubbi, fanno paragoni con le scelte rassicuranti di Germania e Francia — Klopp e Zidane, due "santoni" al cospetto di un semi-debuttante. E sotto assedio, con Pirlo, c'è anche Paolo Maldini, il nuovo dt azzurro che ha le spalle larghe e non si lascia spaventare, pronto a difendere la scelta, convinto di aver imboccato la strada giusta.
La scelta di Maldini: non un nome, ma l'idea
Il punto, raccontano gli amici dei due ex sodali milanisti, non è l'amicizia — innegabile — ma la condivisione di una visione calcistica e la sintonia su come riorganizzare la catena delle nazionali giovanili, da far giocare tutte con lo stesso sistema di gioco. "Non un nome, ma l'idea", la sintesi, con Maldini determinato a difendere questa linea nonostante le critiche. Lo stesso spirito con cui si è insediato come direttore tecnico, con Leonardo al fianco, mentre Pirlo fa finta di niente e su Instagram pubblica le foto delle vacanze e gli auguri di compleanno alla moglie.
Il paragone con Germania e Francia e il malcontento
Il clima, del resto, è pesante: mentre la Germania ha preso subito Klopp, l'Italia "riflette" su Pirlo, un semi-debuttante che è sì in pole per la panchina, ma resta profondamente divisivo. Tanto che c'è chi sostiene apertamente che una scelta del genere rovinerebbe la reputazione dello stesso Malagò. Il fuoco di sbarramento, insomma, è servito, e il Corriere della Sera accoglie l'idea con sconcerto, parlando di una scelta che avrebbe "tutti i caratteri dell'amichettismo più peloso, inutile, fatale".
Malagò e la short list: Mancini in agguato
Ecco perché il presidente federale non chiude nulla: la famosa "short list" resta formalmente aperta e comprende ancora Roberto Mancini e Antonio Conte. Malagò, abilissimo politico, ha concordato una partecipazione straordinaria — sua e di Maldini — all'assemblea della Lega di Serie A del 23 luglio a Milano, e ha colto l'invito ad Atlanta per presentare Maldini ai presidenti dei club.
Giorni decisivi, in cui se il clima diventasse troppo sfavorevole a Pirlo, quel malcontento potrebbe trasformarsi in un assist per chiudere la partita con Mancini, con cui, va ricordato, lo stesso Maldini non ha mai avuto un feeling speciale.




