Trump cede le redini del negoziato a Erdogan e l’Europa resta fuori
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Redazione Esteri
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Domani a Istanbul si aprirà un nuovo round di colloqui per tentare di trovare una soluzione al conflitto in Ucraina, ma con una regia inaspettata: quella di Donald Trump, che ha lasciato spazio al presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, marginalizzando di fatto l’Europa. Una mossa che ribalta gli equilibri diplomatici e ridisegna i ruoli dei mediatori, mentre Kiev e Mosca mostrano segnali, seppur flebili, di apertura.
Da una parte, il governo ucraino sembra disposto a mettere da parte la legge del 2022 che vietava qualsiasi negoziato con la Russia; dall’altra, il Cremlino potrebbe rinunciare alla pregiudiziale sul mandato di Volodymyr Zelensky, la cui legittimità era stata messa in discussione dopo la scadenza formale nel maggio 2024. Tuttavia, l’assenza di Vladimir Putin domani in Turchia getta un’ombra sulle possibilità di successo. Zelensky, da parte sua, ha già avvertito: se il leader russo non si presenterà, chiederà «il pacchetto di sanzioni più forte mai varato» contro Mosca.
Intanto, il tono di Putin si fa sempre più aggressivo. Durante un discorso pubblico, ha definito «pridurki» – un termine gergale che si può tradurre con «idioti» – coloro che minacciano nuove sanzioni. Un’espressione che ricorda il linguaggio diretto dei suoi primi anni al potere, quando prometteva di «cacciare i terroristi fin dentro al cesso». Una scelta lessicale che, se da un lato rivela frustrazione, dall’altro sembra voler ribadire che Mosca non intende piegarsi alle pressioni occidentali.
Sul fronte europeo, Emmanuel Macron ha ribadito la necessità di sostenere l’Ucraina senza però innescare un’escalation globale. «Dobbiamo aiutare Kiev a difendersi, ma senza scatenare una terza guerra mondiale», ha dichiarato in un’intervista televisiva, delineando una strategia che cerca di conciliare fermezza e cautela. Una posizione che, però, rischia di apparire sempre più defilata rispetto alla nuova dinamica negoziale, dove Trump ed Erdoğan dettano i tempi.




