Garlasco, nuove indagini sulla corruzione: il gip Venditti e i soldi per archiviare il caso

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un appunto, apparentemente anodino, con la scritta “Venditti gip archivia x 20.30 Euro” si è trasformato nel cardine di una nuova, scottante indagine che riapre le pagine più dolorose del caso di Garlasco. Quel foglietto, sequestrato lo scorso maggio nell’abitazione dei genitori di Andrea Sempio – il 37enne già accusato e poi prosciolto dall’accusa di aver ucciso Chiara Poggi nel 2007 –, rappresenta soltanto il punto di partenza di un intricato lavoro investigativo condotto dalla Procura di Brescia.

I movimenti sospetti e le intercettazioni

Agli investigatori non sono sfuggiti i movimenti bancari dei familiari di Sempio, risalenti al periodo in cui la Procura di Pavia conduceva le prime indagini a suo carico. Questi movimenti, incrociati con quelli degli zii paterni, rivelano una serie di prelievi in contanti le cui tempistiche e modalità destano sospetti. A completare il quadro, si aggiungono alcune intercettazioni ambientali dalle quali emergerebbe la “necessità di pagare quei signori lì” attraverso canali non tracciabili, lasciando intendere la possibile esistenza di flussi di denaro destinati a influenzare il corso della giustizia.

Il magistrato indagato: Mario Venditti

Le attenzioni della Procura di Brescia si sono concentrate sulla figura di Mario Venditti, all’epoca dei fatti procuratore aggiunto a Pavia e titolare delle indagini. Venditti, che oggi ricopre la carica di presidente del Casinò di Campione d’Italia dopo aver lasciato la magistratura, è ora indagato per corruzione. L’ipotesi è che l’allora magistrato possa aver ricevuto delle somme di denaro – si parla di un ammontare tra i venti e i trentamila euro – in cambio di un orientamento favorevole all’archiviazione delle indagini a carico di Andrea Sempio.

Le obiezioni della difesa di Sempio

La difesa di Andrea Sempio ha sottolineato l’inconsistenza delle cifre messe in campo dall’accusa, giudicate troppo esigue per poter corrompere un alto magistrato. Il legale ha definito le somme “irrisorie” per un ipotetico scambio di favori di tale portata, lasciando intendere che si tratti di coincidenze fraintese o di operazioni legittime.

Il doppio binario dell'inchiesta

L’operazione di questa mattina, con le perquisizioni che hanno interessato la famiglia Sempio, Venditti e due carabinieri, segna un momento cruciale in un’inchiesta che si dipana su un doppio binario: da un lato, la ricerca della verità sull’omicidio di Chiara Poggi; dall’altro, l’accertamento di eventuali illeciti che avrebbero potuto inquinare le indagini originarie. Gli investigatori hanno portato via diversi scatoloni di materiale, nella speranza di fare luce su dinamiche giudiziarie opache e su uno dei cold case più intricati.

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