Le paghe da sei euro l’ora e le accuse anonime: il caso di “Due spicci” arriva in parlamento
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si è aperto un nuovo fronte, piuttosto insidioso, attorno all’universo narrativo di Zerocalcare. Mentre “Due spicci” – la sua ultima fatica targata Netflix – scalava le classifiche trascinando con sé anche i due precedenti capitoli (“Strappare lungo i bordi” e “Questo mondo non mi renderà cattivo”), dietro le quinte della produzione si è consumata una tempesta mediatica che ha ormai varcato i confini della cronaca leggera per approdare direttamente nelle aule del potere legislativo.
L’elemento scatenante, come spesso accade in questi casi, è una serie di testimonianze raccolte nella più totale informalità dei social network: anonimi post su Instagram, rapidamente rimossi, che descrivevano un ambiente di lavoro segnato da compensi giudicati irrisori e da una cronica precarietà contrattuale.
Le denunce di Unita e la reazione della politica
A canalizzare il malessere, raccogliendo e dando visibilità a quelle segnalazioni – che parlavano di compensi orari scesi addirittura fino a sei euro lordi – è stato il collettivo “Unita”, acronimo di Unione Italiana Animatori, fondato da Mattia Monteduro e Nicola Gualtieri. Sebbene l’associazione abbia fatto marcia indietro rimuovendo i contenuti dopo aver ricevuto una diffida dalla società di produzione, il danno d’immagine per la macchina organizzativa che ruota attorno al fumettista romano era ormai fatto.
Il caso è rapidamente lievitato, attirando l’attenzione del senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri; questi ha depositato un’interrogazione parlamentare indirizzata al Ministero del Lavoro, chiedendo verifiche ufficiali sulle condizioni dei lavoratori impiegati nella filiera. Gasparri, nelle sue dichiarazioni pubbliche, ha sottolineato il paradosso di una serie dedicata alla critica sociale e allo “sfruttamento” – tema cardine della poetica di Zerocalcare – che finirebbe per riprodurre le stesse ingiustizie che denuncia.
La difesa di Zerocalcare: “Non ho accesso ai budget, nessuno mi ha avvisato”
Colpito da quelle che ha definito “strumentalizzazioni”, Michele Rech (questo il vero nome dell’autore) ha rotto il silenzio con un lungo video pubblicato sui suoi canali social, rivendicando la sua posizione specifica all’interno della catena di montaggio. “Io sono l’autore”, ha ribadito, specificando che il suo ruolo si limita alla scrittura e alla direzione artistica, mentre la gestione dei budget, delle assunzioni e dei pagamenti compete esclusivamente alla produzione esecutiva.
Rech ha espresso tutto il suo stupore per le modalità con cui la protesta è emersa, lamentando di non essere mai stato avvicinato direttamente dagli interessati. “Se nessuno mi dice che c’è un problema, ma io che cazzo ne so?”, si è chiesto, chiarendo che non essendo “telepatico” non poteva certo immaginare un disagio che, dalle poche occasioni in cui ha frequentato lo studio, gli era parso inesistente.
Ha inoltre ricordato il suo passato di “caricatura delle cause perse”, suggerendo che, se interpellato per tempo, avrebbe potuto giocare un ruolo da alleato piuttosto che da involontario parafulmine mediatico.
La smentita della produzione e le zone grigie del settore
Sul versante opposto, Movimenti Production – la casa di produzione che ha curato la serie in collaborazione con DogHead Animation – ha respinto al mittente ogni accusa di irregolarità. In una nota ufficiale, l’azienda ha negato categoricamente l’esistenza di pagamenti pari a sei euro l’ora, difendendo la correttezza formale dei contratti stipulati e definendo l’operazione di Unita come un “attacco inaccettabile” basato su dicerie prive di riscontri.
Al netto della battaglia legale e comunicativa – che ha visto coinvolti anche creator come Jematria, raggiunti da diffide dopo aver rilanciato la vicenda – resta però sullo sfondo una condizione strutturale che nessuno ha negato apertamente. Zerocalcare stesso, nel suo sfogo, ha ammesso la diffusissima difficoltà, per chi opera nel settore, di far valere i propri diritti quando si è legati a un progetto da contratti a termine o Partite Iva: la paura di non essere richiamati, ha osservato, zittisce le lamentele.




