Zerocalcare, l’interrogazione di Gasparri su “Due spicci”: «Paghe da sei euro l’ora»

Zerocalcare, l’interrogazione di Gasparri su “Due spicci”: «Paghe da sei euro l’ora»
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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Raramente un boomerang, nel panorama culturale e mediatico italiano, era stato scagliato con tanta forza contro chi lo aveva appena lanciato. Michele Rech, in arte Zerocalcare, il fumettista simbolo della sinistra radicale e dei centri sociali, si trova ora a dover fare i conti con la stessa lente d’ingrandimento che lui stesso ha sempre puntato contro lo sfruttamento e la precarietà. bestmovie

A meno di una settimana dall’uscita sulla piattaforma Netflix della sua nuova serie animata, “Due spicci” – storia per sua stessa ammissione “crepuscolare” dedicata ai margini e alle difficoltà economiche – il fronte della critica non arriva da un recensore qualsiasi, ma dall’Aula del Senato.

Il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri, ha infatti depositato un’interrogazione ufficiale indirizzata al ministro del Lavoro, Marina Elvira Calderone, chiedendo di fare luce sulle presunte condizioni da caporalato che avrebbero caratterizzato proprio la lavorazione del prodotto. bestmovie

Se ne avesse avuto modo, l’armadillo che vive sul divano della coscienza di Zero avrebbe forse qualche difficoltà a trovare una battuta per sdrammatizzare. bestmovie

I conti in tasca all’eroe dei centri sociali

La vicenda, riportata in dettaglio da un articolo pubblicato sul “Il Giornale” e finito immediatamente al centro del dibattito politico, ruota intorno a numeri che farebbero rabbrividire anche i personaggi più sfruttati che popolano i racconti di Rebibbia.

Stando alle testimonianze raccolte – e che ora sono alla base dell’interrogazione parlamentare – molti dei circa quattrocento collaboratori impegnati nella realizzazione degli otto episodi avrebbero subito ritmi definiti “disumani”, spingendosi fino a denunciare compensi orari ridotti all’osso. bestmovie

Si parla, in particolare, di una retribuzione pari a soli sei euro lordi all’ora, una cifra che stride violentemente con i messaggi di denuncia del precariato che hanno reso celebre l’autore. bestmovie

A rendere il quadro ancora più spinoso, si aggiungono le modalità contrattuali: diversi lavoratori avrebbero operato in regime di partita Iva, pur venendo di fatto trattati come dipendenti subordinati, costretti a turni massacranti e a un aumento del carico di lavoro (con l’aggiunta di due puntate rispetto al piano originale) senza alcun corrispettivo economico aggiuntivo. bestmovie

Il paradosso di “Due spicci” e il tempismo dell’iniziativa

Ciò che rende l’affondo di Gasparri politicamente letale non è solo la cifra in sé, ma il contesto narrativo in cui si inserisce.

“Due spicci” è una serie che intende raccontare, con la consueta miscela di ironia e malinconia dell’autore, la fatica di stare al mondo quando le casse sono vuote e i debiti stringono; una produzione che ha anche beneficiato di consistenti agevolazioni fiscali (il tax credit) per un valore che, secondo alcune fonti, si avvicina ai tre milioni di euro. bestmovie

È proprio su questa contraddizione – tra la rappresentazione della lotta allo sfruttamento e la realtà dei fatti denunciata – che il senatore di Forza Italia ha costruito la sua requisitoria. “Sarebbe paradossale – ha dichiarato Gasparri – che una serie televisiva dedicata al contrasto dello sfruttamento del lavoro e impegnata a denunciare la precarietà, desse luogo a fenomeni analoghi a quelli che denuncia”. bestmovie

Le lamentele, depositate presso il sindacato di categoria Un!ta, raccontano di un clima pesante: dall’artista che rifiuta la proposta di sei euro l’ora (“non ho accettato”) a chi parla di giornate estive senza ferie, fino a chi denuncia ritorsioni ai danni di chi si rifiutava di coprire turni extra in altri progetti, vedendosi decurtare i compensi pattuiti. bestmovie

L’assenza di replica e i dettagli della produzione

A tenere banco, in questa fase, è il silenzio. Al momento, né Zerocalcare né la società di produzione coinvolta – Movimenti Production – hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in merito alle accuse di sfruttamento, anche se va precisato che, nella catena produttiva, Netflix ha operato esclusivamente come acquirente dei diritti e non come produttore esecutivo diretto della serie. bestmovie

La segnalazione più grave, forse, arriva da un altro collaboratore: “Il fatto più grave è che il nostro reparto ha finito il lavoro prima della data prevista, ci è stato proposto di aiutare su un altro progetto. Chi non accettava vedeva il suo contratto rescisso, con decurtazione dei soldi”. Con l’interrogazione ufficiale depositata al ministero, la parola passa ora agli ispettori del lavoro. bestmovie

L’auspicio espresso da Gasparri è che un controllo accurato possa “fugare ogni sospetto”, evitando cioè che il pubblico sia costretto a pensare che “per fare ‘due spicci’ in TV, si siano dati due spicci a lavoratori trattati in maniera non adeguata”. Per Zerocalcare, che ha costruito un impero editoriale e mediatico sulla capacità di raccontare il dolore degli ultimi, il rischio di essere accusato di “predicare bene e razzolare male” non è mai stato così concreto. bestmovie

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