Ucraina, avanzata russa attorno a Sumy: evacuazioni e ultimatum occidentale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre le truppe russe intensificano la pressione militare nella regione di Sumy, costringendo le autorità locali a evacuare la popolazione civile, il fronte ucraino resiste con una strategia difensiva che prevede l’uso delle armi solo in risposta agli attacchi. «Abbiamo l’ordine di aprire il fuoco esclusivamente se provocati», ha dichiarato un comandante ucraino a Suspilne, media nazionale, dal settore di Pokrovsk, dove i combattimenti proseguono nonostante le dichiarazioni ufficiali di Mosca. Il ministero della Difesa russo, da parte sua, ha accusato Kiev di aver violato per prima il cessate il fuoco temporaneo entrato in vigore l’8 maggio, una tregua che si è rivelata fragile quanto le intese diplomatiche degli ultimi mesi.

La proposta avanzata da Stati Uniti e Unione Europea per una pausa bellica di 30 giorni, incondizionata e immediata, è stata giudicata «irricevibile» dal Cremlino, che ora ha ventiquattr’ore per replicare. Il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov ha lasciato trapelare scetticismo, mentre Vladimir Putin si trova di fronte a un aut aut: accettare l’accordo o affrontare sanzioni più severe. La cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, riunitasi a Kiev con Zelensky, ha infatti minacciato misure punitive «massicce e immediate» in caso di rifiuto. Francia, Germania, Gran Bretagna e Polonia hanno confermato una linea dura, sostenuta anche da Washington, che sembra aver ritrovato un ruolo centrale nella mediazione.

L’ultimatum arriva dopo le celebrazioni del 9 maggio a Mosca, dove la retorica bellicista della parata militare ha confermato la distanza tra le posizioni dei due schieramenti. Se da un lato l’Ucraina insiste sulla necessità di negoziati diretti, dall’altro la Russia continua a denunciare presunte provocazioni, rendendo improbabile una de-escalation nel breve termine. Intanto, a Palazzo Mariinsky, residenza ufficiale del presidente ucraino, i leader europei hanno ribadito che la tregua è l’unica strada per evitare un’ulteriore espansione del conflitto.

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